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Infortuni sul lavoro,
una piaga sempre presente
anche se nel Piceno sono in calo
Nicolai (Cgil): «Ogni giorno
una strage silenziosa»

ASCOLI - Scende il numero di incidenti in tutto l’Ascolano: -3,2% rispetto al 2018, mentre aumenta la media regionale (1,6%). Ancona e Pesaro Urbino da allarme rosso

Operai al lavoro

di Adriano Cespi

E’ uno scenario a tinte fosche quello che emerge dall’analisi effettuata dalla Cgil sugli infortuni sul lavoro. Almeno per le Marche. Perché, per quanto riguarda il Piceno il quadro è, invece, tendenzialmente, meno pesante. Nonostante, purtroppo, il numero di decessi sia rimasto pressoché invariato: 2 nel 2019, così come nel 2017, 1 nel 2018.

INFORTUNI SUL LAVORO IN CALO NELL’ASCOLANO

Studio alla mano, il sindacato delinea una situazione infortuni leggermente meno grave nella provincia Picena rispetto al resto della regione. Nel 2019, infatti, nell’Ascolano sono stati denunciati, nel periodo gennaio-luglio (dati Inail), 1378 incidenti con altrettanti lavoratori feriti: il -3,2% sul 2018 chiusosi con 1423 infortuni registrati (furono 1390 nel 2017). Trend in miglioramento, dunque, anche se, è bene sempre ricordarlo, il dato sugli infortuni è ancora impressionante se si pensa che in questi primi sette mesi dell’anno, di media, sono finiti all’ospedale 196 lavoratori al mese.

INCIDENTI IN CRESCITA NELLE MARCHE, ANCONA E PESARO GUIDANO LA CLASSIFICA

Ma se nel Piceno il numero di infortuni rimane ancora alto, con una tendenza, però, al miglioramento, nel resto delle Marche, soprattutto al nord della regione, il dato è da allarme rosso. L’analisi Cgil parla, infatti, di una crescita sensibile degli incidenti (i dati sono sempre Inail) passati da 11030 dei primi sette mesi del 2018 agli 11204 (+1,6%) di quest’anno (10974 nel 2017). Ma è l’aspetto numerico provinciale che spaventa. In particolare quello di Ancona e Pesaro. Nel capoluogo dorico, infatti, gli infortuni denunciati sono stati 4057, addirittura il 5,5% in più dei primi sette mesi del 2018 (3846), furono, invece, 3958 nel 2017. Trend in crescita anche nella provincia di Pesaro Urbino: 2733 quest’anno contro i 2683 del 2018 (+1,9%) e i 2572 del 2017. Decisamente migliore, invece, ma sempre in chiave tendenziale, la situazione al sud delle Marche con Ascoli al -3,2%, come abbiamo già detto, Macerata al -1,1% di infortuni rispetto al 2018: 2177 (2019) contro 2201 dell’anno precedente (2193 nel 2017); e Fermo al -2,1% (859 nel 2019, 877 nel 2018, 861 nel 2017).

SCHIZZA IN ALTO IL NUMERO DI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI INFORTUNATI

Altro dato tendenziale da registrare è, poi, quello dei lavoratori stranieri feriti. Qualcosa come 1493 extracomunitari finiti all’ospedale in questi primi sette mesi dell’anno contro 1363 dello stesso periodo del 2018 per un aumento percentuale pari al 9,5%.

Il segretario provinciale Cgil, Barbara Nicolai

IL COMMENTO PREOCCUPATO DEL SEGRETARIO PROVINCIALE CGIL BARBARA NICOLAI

Numeri impressionanti, che evidenziano una mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. Al punto da allarmare gli stessi vertici sindacali. Segretario provinciale in testa. Commenta Barbara Nicolai: «Questi dati denunciano come ogni giorno si consumi, anche nel nostro territorio, una strage silenziosa di cui non si parla abbastanza. Le nuove regole sugli appalti – continua il segretario provinciale della Cgil – le gare al ribasso, la giungla dei sub appalti, la precarietà sempre più opprimente e il lavoro sempre più frammentato, sono tute concause di queste stragi. Un sistema pensionistico revisionato senza tener conto delle differenti gravosità dei lavori è un sistema iniquo da rivedere come priorità sociale di qualsiasi governo». Sottolinea ancora la Nicolai: «Bisogna incrementare le attività ispettive, negli ultimi anni pericolosamente e colpevolmente depotenziate come organici e come risorse, per poter ambire a successi nel campo della prevenzione e della repressione. Soprattutto – chiosa la sindacalista – occorrono investimenti nell’ambito della crescita culturale dei lavoratori, dei datori di lavoro, della prevenzione e della cultura della legalità».


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