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Cena “nostalgica”
con presenze istituzionali
FdI: «Non c’entriamo nulla
con il menù fascista»
Indignati Agostini (Pd) e Regoli (Fi)

ASCOLI - Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Ciccioli, quello provinciale, Capriotti, il parlamentare Acquaroli, ed il sindaco di Ascoli prendono le distanze dal depliant con simboli fascisti depositato sui tavoli degli invitati. Fioravanti: «Non mi piacciono le nostalgie e le condanno». Presenti alla cena oltre al primo cittadino, il vice Silvestri, quello di San Benedetto, Assenti, oltre al deputato di Fdi ed al vice sindaco di Acquasanta. L’ex parlamentare Dem chiede le loro dimissioni. Duro intervento anche della Cgil

La cena “incriminata”

di Adriano Cespi

«Fratelli d’Italia non c’entra nulla. Non ha realizzato quei depliant con simboli fascisti e non ha niente a che fare con nostalgie di nessun colore. Siamo un partito democratico che ha un unico obiettivo: governare l’Italia». Luigi Capriotti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, interviene sulla cena a tinte “nostalgiche” svoltasi, ieri sera, in un ristorante di Acquasanta, per smentire con fermezza ogni responsabilità sua e del partito. «Ribadisco, quei depliant non li abbiamo realizzati noi – spiega – sono stati dei ragazzi, che, oggi, dopo aver letto gli articoli di giornale, mi hanno chiamato, scusandosi, che non volevano assolutamente mettere in difficoltà me e il partito, ma che il loro intento era prettamente goliardico. E che hanno inserito nel cartoncino, insieme agli altri contenuti, anche il logo di Fratelli d’Italia, solo con l’intento di riempire lo spazio. Del resto, se andate a controllare bene il depliant vi accorgerete che il logo è piccolino, a dimostrazione che non può essere certo un’iniziativa promossa da noi».

Il vice sindaco di Acquasanta e coordinatore provinciale di Fdi, Luigi Capriotti (Foto Vagnoni)

Capriotti, dopo la precisazione, conferma la partecipazione alla cena del sindaco, Marco Fioravanti. «Lo avevo chiamato io – spiega – per chiedergli, qualora si fosse trovato a passare da Acquasanta, di fare un salto al ristorante perché dovevo consegnargli un pacchetto confezionato da mia moglie. E’ venuto, ci ha salutato, e poi è andato subito via. Marco per me e mia moglie è come un figlio. E’ cresciuto, si può dire, con mio figlio, che ora, purtroppo, non c’è più, e di cui era un carissimo amico. E, appena può, viene sempre a casa a trovarci e salutarci. Così come ha fatto ieri».

Puntualizza lo stesso Fioravanti: «Una cena per festeggiare la marcia su Roma? – commenta il sindaco – Smentisco questa notizia e ribadisco l’estraneità mia e del partito di Fratelli d’Italia. Ieri, insieme all’amico, onorevole Francesco Acquaroli, siamo passati a salutare un gruppo di amici ad Acquasanta che stavano festeggiando la vittoria in Umbria ed abbiamo parlato di alcuni problemi sulla ricostruzione. Non abbiamo partecipato a nessuna cena con busti o fasci. Non mi piacciono le nostalgie e le condanno – conclude Fioravanti – anche perché a 36 anni il mio sguardo ed il mio pensiero di amministratore è rivolto al futuro delle giovani generazioni».

Il sindaco Fioravanti e il vice sindaco Silvestri il giorno della vittoria delle elezioni (Foto Edo)

Non solo il sindaco Fioravanti. Alla cena, durante la quale, sui tavoli, sono stati lasciati depliant-menù con simboli tipici del Ventennio, dal fascio littorio fino al volto di Mussolini, sono intervenuti anche il vice sindaco di Ascoli, Giovanni Silvestri, il collega di San Benedetto, Andrea Assenti, ex Forza Italia ora in Fratelli d’Italia, ed il deputato Fdi, Francesco Acquaroli. «C’ero anch’io a quella cena – conferma Silvestri – sono stato invitato da alcuni amici di Fratelli d’Italia e sono andato. Ma, insieme a me, c’erano anche Fioravanti, Acquaroli e Assenti. E’ stata un cena tranquilla, come tante altre, di fascismo non c’era proprio nulla. Si è parlato di politica, della schiacciante vittoria in Umbria, e del centrodestra col vento in poppa nei sondaggi. Se poi la Sinistra cerca di strumentalizzare tutto lo faccia pure, probabilmente non hanno altri contenuti”. A questo punto la domanda sorge spontanea: le presenze politiche di natura istituzionale, alla vista di quei depliant che richiamavano al Ventennio fascista, hanno preso subito le distanze, oppure si sono adeguati alla situazione? Puntualizza Acquaroli: “La realizzazione del menù presente alla cena è un’iniziativa che non ha nulla a che fare con Fratelli d’Italia e che è stata presa senza averla condivisa con il partito. Noi non ne eravamo a conoscenza e ne prendiamo le distanze».

Claudia Regoli, vice coordinatrice regionale di Forza Italia

Duro, però, il commento della vice coordinatrice di Forza Italia Regione Marche, Claudia Regoli: «La data del 28 ottobre non può essere occasione di alcun festeggiamento – sottolinea indignata la Regoli – la Marcia su Roma ha aperto una pagina tragica per la storia d’Italia e la vita civile e la libertà del nostro popolo. È ancora più grave che un movimento politico utilizzi il suo simbolo e intervenga con suoi importanti esponenti istituzionali a un evento di questo tipo. Dentro il futuro delle Marche, anche per la guida della Regione, non può esserci alcuno spazio per queste nostalgie».

L’ex parlamentare Pd, Luciano Agostini

Duro l’intervento dell’esponente forzista, ancora più pesante quello di Luciano Agostini, ex parlamentare Pd e ora membro della direzione regionale del partito. «La vergognosa cena fatta ad Acquasanta per celebrare la Marcia su Roma – commenta Agostini – è tanto più offensiva se pensiamo che la provincia e la città di Ascoli sono state insignite della medaglia d’oro al valore partigiano. Tra l’altro la cena è stata organizzata in un luogo simbolo, il Comune di Acquasanta, dove a Pozza-Umito, si consumò una delle peggiori rappresaglie nazifasciste. Ma cosa ancora più grave è che tra i partecipanti alla cena – aggiunge Agostini – figuravano rappresentanti di importanti istituzioni come il sindaco ed il vice sindaco di Ascoli, ed i vice sindaci di San Benedetto del Tronto e di Acquasanta Terme. Ebbene, per dignità e per non coprire di vergogna il nostro territorio, chiedo che presentino le immediate dimissioni dall’incarico istituzionale che ricoprono. E se non dovessero farlo – chiosa l’esponente Dem – chiedo ai sindaci Stangoni, di Acqusanta, e Piunti, di San Benedetto, di revocare l’incarico ai loro vice sindaci per ripristinare, così, la fedeltà alla Costituzione delle istituzioni che loro rappresentano».

La condanna arriva anche da Sara Calisti della segreteria provinciale del Pd: «Ci schieriamo dalla parte della Costituzione e dell’antifascismo e sosteniamo tutte le iniziative che verranno prese per fare luce su quanto avvenuto. Giorgia Meloni, in un “patto romano” vuole dare le Marche a personaggi di FdI, ma noi non lo permetteremo».

E sulla questione interviene pure il sindacato Cgil: «Nel Comune di Acquasanta c’è il  cimitero di Pozza-Umito, luogo di un feroce eccidio in cui furono trucidate dai nazifascisti 42 persone tra partigiani e abitanti del luogo. Partigiani, molti dei quali giovanissimi, che in questi luoghi hanno lasciato la vita combattendo per la democrazia e la libertà. E’ grave e vergogognoso che, proprio a due passi da questo luogo, ci sia stata una cena di nostalgici del fascismo per celebrare l’anniversario della Marcia su Roma, con tanto di locandine con l’immagine di Mussolini, slogan e simboli fascisti vari. E’ un fatto grave – conclude la nota della Cgil – che deve indignarci tutti e che tutti dobbiamo condannare, sentendoci impegnati a tenere vivo il ricordo del sacrificio di chi lottò per la libertà e la democrazia».

Carlo Ciccioli, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia (Foto Vagnoni)

E Carlo Ciccioli, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, chiosa: «Una cena è una  cena e un menù è un menù. Non sono entrambi documenti politici. Certo, c’è stata sprovvedutezza da parte di qualcuno, ma lo dico con fermezza: il partito è del tutto estraneo. Non è stata una cosa organizzata dalla nostra organizzazione, a livello di struttura politica. Mi permetto di dire, però, che queste cose, così tanto strumentalizzate, alla fine si ritorcono contro chi scatena la canea. Più volte, infatti, l’attività degli estremisti di Sinistra e dell’Anpi, involontariamente, ci ha regalato consenso elettorale».

Andrea Assenti, vice sindaco di San Benedetto

Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d’Italia

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