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Cena “nostalgica” ad Acquasanta
«Altro che goliardata,
questo è Fascismo
Il sindaco e tutti gli altri si dimettano»
Centrosinistra organizza
una manifestazione

ASCOLI - Pd, A&P, Italia Viva e Anpi uniti per dire «basta alle iniziative pro Mussolini». Pronto un esposto in Procura, già contattato l’avvocato Gionni. Intanto, parte l’indagine della Polizia per risalire agli organizzatori dell’iniziativa. Perini: «Non permetteremo a Fioravanti di partecipare con noi al 25 Aprile a San Marco». Anche Enrico Mentana chiede un passo indietro al primo cittadino. Tamburri del M5S spiega il perché della sua assenza.

Pietro Frenquellucci, Francesco Ameli, Pietro Perini, Angelo Procaccini, Emidio Nardini

di Adriano Cespi

«Fratelli d’Italia le chiama goliardate. Noi, invece, usiamo la parola giusta: fascismo. Non ci stiamo più a farci prendere in giro. La cena di Acquasanta non è stata una ragazzata, qui c’è chi vorrebbe ritornare ad un triste passato, ma noi non lo permetteremo». Ci sono tutti alla libreria Rinascita. Per quella che diventa presto una conferenza stampa congiunta delle forze di Centrosinistra.

La cena incriminata

«Abbiamo invitato le forze politiche consiliari d’opposizione e l’Anpi – spiega il capogruppo Pd, Francesco Ameli, uno dei promotori dell’incontro – e, tranne il M5S, ci siamo tutti. E siamo qui per esternare la preoccupazione che cova in molti di noi dopo quello che è successo. Con una sessantina di persone, sindaco Fioravanti in testa, a partecipare ad un evento, o cena, celebrativo della Marcia su Roma, con tanto di depliant depositati sui tavoli contenenti simboli fascisti, dal fascio littorio al volto di Mussolini, fino ad uno dei tipici slogan mussoliniani “Dio Patria Famiglia” e, ciliegina sulla torta, al logo di Fratelli d’Italia». Centrosinistra al completo da Ameli a Pietro Frenquellucci, consigliere Pd e vice presidente del Consiglio comunale, fino al segretario comunale Dem, Angelo Procaccini, al capogruppo di “Ascolto e Partecipazione”, Emidio Nardini, ed al presidente dell’Associazione Partigiani, Pietro Perini. Tra il pubblico, numeroso, anche Maria Stella Origlia in rappresentanza di Italia Viva. Assenti, invece, i pentastellati. Raggiunto al cellulare,Massimo Tamburri, capogruppo M5S, spiega: «Non ho partecipato alla conferenza perché ho una diversa sensibilità sul tema fascismo. Anzi credo proprio che con queste cose si distolga l’attenzione dai problemi attuali e gravi che ci sono ad Ascoli. Considero, comunque, quella della cena una vera carnevalata e non capisco come Fioravanti si sia potuto prestare a questo. Una carnevalata di cattivo gusto anche per il luogo, quello dell’eccidio nazifascista di Pozza-Umito. Da qui però a chiedere le dimissioni di un sindaco ce ne passa, io ritengo che un sindaco debba dimettersi se corrotto, disonesto o se incapace». Rilancia, però, Ameli: «La serata di Acquasanta resterà, senza dubbio, come una delle pagine politiche più brutte che il nostro territorio ricordi. Anche se di iniziative di stampo fascista in passato ce ne sono state diverse. Mai però un sindaco, e parlo di Marco Fioravanti, un vice sindaco, Giovanni Silvestri, altri due vice sindaci, Piero Capriotti di Acquasanta, e Andrea Assenti di San Benedetto, ed un parlamentare, Francesco Acquaroli, avevano partecipato ad un evento all’insegna di simboli fascisti».

Un attacco durissimo quello di Ameli che si conclude con una richiesta chiara e netta: «Come partito – annuncia il capogruppo Pd – chiediamo le dimissioni del sindaco Fioravanti e del suo vice oltre a quelle degli altri esponenti istituzionali presenti a quella vergognosa riunione con la quale è stata sfregiata e oltraggiata la Costituzione italiana». Quindi l’annuncio di una iniziativa forte: «Ci mobiliteremo e chiederemo a tutte le forze democratiche e antifasciste di Ascoli e provincia di scendere in piazza e manifestare, insieme, tutta la nostra indignazione». Un affondo senza esclusione di colpi quello dell’esponente Dem al quale si aggiunge la presa di posizione del collega di partito, Frenquellucci: «Presenteremo un’interrogazione al sindaco per sapere cosa intende fare come rappresentante di tutti i cittadini ascolani rispetto a quello che considero uno dei fatti più gravi che la nostra città ricordi». Aggiunge l’ex parlamentare Dem, Luciano Agostini: «Vi consiglio di trasformare questa interrogazione in mozione: sarà importante, infatti, sapere chi sono quei consiglieri che, con una firma apposta al documento, vorranno metterci la faccia e prendere una posizione netta a favore o contro iniziative nostalgiche di questo genere. Penso, ad esempio, a Miki Girardi, ex Pd, ed eletta in una lista civica pro Fioravanti: come si comporterà?».

Il depliant contenente simboli e slogan fascisti lasciato sui tavoli durante la cena ad Acquasanta

Cena a parte, quello che preoccupa fortemente gli esponenti del centrosinistra è l’aria che, da un po’ di tempo, si respira ad Ascoli e non solo. «Di iniziative, manifestazioni, eventi che richiamano al ventennio – dice Frenquellucci – sono piene le cronache televisive. E ritengo che dietro a tutto ciò ci sia una forte dose di ignoranza, la mancanza, cioè, di conoscenza di cosa è stato davvero il nazifascismo, l’olocausto, la privazione delle libertà fondamentali, le leggi razziali firmate da Mussolini, le deportazioni di tanti italiani di religione ebraica nei lager nazisti. Insomma, di quei venti anni di dittatura fascista». Fa notare Procaccini: «Cena di Acquasanta a parte, quello che salta agli occhi è anche una certa politica che questa amministrazione sta portando avanti. Si sta cercando, ad esempio, di modificare il regolamento per l’accesso alle case popolari, quasi a rievocare certe discriminazioni di “nostalgica” memoria».

Il sindaco Marco Fioravanti (Foto Vagnoni)

Ma l’attacco più duro a Fioravanti e a tutti gli altri rappresentanti istituzionali presenti alla cena arriva da Perini: «Non permetteremo a Fioravanti di partecipare con noi, al San Marco, a manifestazioni come il 25 Aprile. Non si può stare, un giorno, con chi inneggia ai simboli fascisti e l’altro con chi al prezzo della propria vita ha liberato l’Italia dalla dittatura fascista». Intanto, l’Anpi ha contattato l’avvocato Mauro Gionni per redigere un esposto-querela sui fatti di Acquasanta: «In Italia – sottolinea Perini – c’è la legge Scelba, ancora in vigore, che introduce il reato di apologia del fascismo. Ebbene, sarebbe ora che venisse fatta rispettare. Ed è proprio quello che faremo con l’esposto che presenteremo, quanto prima, in Procura. Dal Prefetto, intanto, abbiamo avuto risposta che la Questura è stata sollecitata a procedere e che le indagini sono in corso. Speriamo che vengano individuati, quanto prima, autori e organizzatori di quella cena di stampo fascista». Quindi, un appello alla scuola: «Non è possibile che i nostri studenti conoscano tutto della storia di Roma, Atene e Cartagine e nulla del Ventennio fascista e della guerra di Resistenza». Nardini, punta il dito, invece, sul significato di quella cena, organizzata «nel giorno della Marcia su Roma, ad Acquasanta, dove a Pozza-Umito si consumò una delle rappresaglie nazifasciste più sanguinose e dove c’è un cimitero partigiano. Ci vedo troppe coincidenze – puntualizza il capogruppo di A&P – altro che goliardata come vogliono farla passare i vertici di Fratelli d’Italia».

Maria Stella Origlia

E la Origlia chiosa: «Ci sono tanti segnali che preoccupano. Uno su tutti la messaggistica che alcuni partiti di destra usano, simile a quella del Ventennio. E il continuo richiamo al popolo, come facevano Mussolini e Hitler. Prima del popolo, non dimentichiamolo, c’è la Costituzione repubblicana».

Enrico Mentana

Intanto, della cosa se ne è parlato, oggi, anche in Parlamento con un intervento del senatore Pd, Francesco Verducci. Mentre il direttore del Tg7, Enrico Mentana, dal suo profilo facebook, chiede le dimissioni del sindaco Fioravanti: «Non ci si può passare sopra – scrive il noto giornalista – non era una goliardata, e il sindaco che vi ha partecipato se ne deve andare».

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