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Cena “nostalgica”, cresce la protesta
Prc, Italia Viva, M5S e sindacati attaccano
«Vergogna, un oltraggio alla Costituzione»

ASCOLI - Centrosinistra e sindacati, ma non solo loro, insorgono dopo quanto avvenuto ad Acquasanta dove sui tavoli sono comparsi depliant inneggianti la Marcia su Roma. Critiche unanimi e pesanti nei confronti del sindaco Fioravanti e delle altre figure istituzionali presenti

Il depliant comparso alla cena di Acquasanta con simboli e slogan fascisti

E’ una protesta continua. Dura e ferma. Da parte delle forze politiche di centrosinistra e delle organizzazioni sindacali. E la condanna nei confronti della cena “nostalgica” svoltasi ad Acquasanta terme, lunedì sera, e decisa e unanime. Attraverso note stampa e ferme prese di posizioni. Attacca Rifondazione Comunista: «Ci può stare che qualcuno usi il simbolo del partito impropriamente, in politica capita che accada, ma allora ci aspettiamo il commissariamento della sezione di Fratelli d’Italia di Acquasanta che ha organizzato l’evento e le dimissioni di Capriotti perché non poteva ritenersi estraneo: Acquasanta non è New York. Commemorare la Marcia su Roma – continua il Prc – vuol dire che si sta celebrando quella che fu la presa violenta del potere in Italia e se a tutto questo ci aggiungiamo il clima che si sta creando nel paese e il rapporto confidenziale dell’Europol che dice che l’estrema destra in Europa si sta riarmando e sta reclutando “personale militare e di sicurezza per imparare dalla loro competenze”, la paura è quella che si possa creare un clima culturale favorevole a queste follie anche per colpa di chi pensa che siano solo “goliardate”. Chi si gira dall’altra parte è complice».

Altre immagini presenti nell’invito-menù

Stesso timore quello espresso da Fabio Urbinati di Italia Viva: «Condanniamo con forza l’iniziativa di Fratelli d’Italia per ricordare la marcia su Roma. Il fascismo ha significato per il nostro paese immani tragedie, la soppressione di tutte le libertà individuali e soprattutto ha trascinato il nostro paese in un periodo buio, che ha lasciato un intero popolo in miseria. Ci chiediamo come possano amministratori importanti del nostro territorio partecipare a certe manifestazioni inneggianti al fascismo. L’apologia del fascismo oltre ad essere una vergogna è anche un reato».

I Giovani Democratici, invece, ricordano i fatti dolorosi di Pozza-Umito ad Acquasanta: «Durante la Seconda Guerra Mondiale il nostro territorio, proprio a pochi chilometri dal luogo di svolgimento di tale iniziativa, nel marzo del 1944, subì una delle più feroci stragi nazifasciste delle Marche. Nell’eccidio di Pozza-Umito nazisti e fascisti trucidarono 42 persone, compresa una bambina di 11 mesi che venne bruciata viva davanti alla madre. Territorio che ad oggi vanta la medaglia d’oro al valor militare per attività partigiane sia a livello di Comune che di Provincia. Non possiamo sorvolare di fronte alla gravità di tale iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia, partito politico che vanta anche l’attuale sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, anch’egli presente alla cena».

La cena

Forte sdegno viene espresso anche da Cgil e Uil: «La Marcia su Roma non ebbe meriti ma fu una delle pagine più nere e drammatiche della storia del nostro Paese che aprì la strada all’ascesa di Mussolini, alla nascita del fascismo e poi all’occupazione nazista del nostro Paese. Dobbiamo esigere serietà, pieno rispetto dei principi, dei valori e dei comportamenti indicati dalla nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del fascismo e del nazismo. Riteniamo pertanto che la partecipazione a questo evento da parte di chi, con incarichi istituzionali a tutti i livelli, rappresenta i cittadini, sia oltremodo oltraggiosa della nostra Costituzione. Chiediamo quindi in primo luogo a tutti i sindaci di prendere le distanze e una posizione netta affinchè nel nostro territorio, medaglia d’oro per la Resistenza, tali recrudescenze fasciste non trovino spazio. Chiediamo inoltre al prefetto di Ascoli di vigilare e verificare la legittimità di tali iniziative in coerenza con la carta costituzionale e la sua ispirazione antifascista».

Il menù della serata

Interviene il senatore Francesco Verducci del Pd, vice presidente della Commissione Istruzione: «Il fatto che a quella serata, dove campeggiavano in ogni tavolo volantini con effige di Mussolini, fascio littorio e motti fascisti abbinati al logo di Fratelli d’Italia, abbiano partecipato il sindaco di Ascoli Fioravanti, il deputato Acquaroli è qualcosa di indegno e vergognoso. Il fascismo è un’ideologia di morte. L’apologia di fascismo è un reato. Fioravanti, Acquaroli e chiunque altro con responsabilità istituzionali fosse presente abbia il ritegno e la dignità di chiedere scusa ai cittadini piceni e italiani per questo comportamento indegno».

Fa sentire la sua voce anche il Pd di San Benedetto attraverso il proprio segretario Edward Rino Alfonsi: «È chiaro ed evidente che quello che è avvenuto ad Acquasanta è grave e va sanzionato. Peraltro a qualche chilometro da quel ristorante dove c’è stata la cena, inneggiante al fascismo, c’è il cimitero internazionale partigiano di Pozza in cui l’11 marzo 1944 furono trucidate 37 persone da esponenti nazifascisti. Dentro a quel cimitero c’è la lapide del Comune di Acquasanta e lo stemma della Repubbilca italiana proprio in ricordo di quei morti. Chiediamo a tutte le autorità competenti di mettere in atto tutti i provvedimenti conseguenti al rispetto della legge e della Costituzione italiana».

Questa, invece, la nota dei parlamentari marchigiani del Movimento Cinque Stelle: «Riteniamo empia e inquietante la cena in ricordo della marcia su Roma alla quale hanno preso parte ad Acquasanta Terme il sindaco di Ascoli Fioravanti, il deputato di Fratelli d’Italia Acquaroli e il coordinatore dello stesso partito nella provincia ascolana Capriotti. Una cena con tanto di menù in stile fascista e altre particolarità nostalgiche. Il partito in questione poi ha tentato di prendere le distanze in maniera tanto soft quanto goffa, pertanto chiediamo che venga fatta chiarezza da Giorgia Meloni in persona. Al di là di tutto, chi ha ruoli pubblici non può partecipare a iniziative che rimpiangono un regime dittatoriale, qualunque esso sia. La nostra Costituzione parla chiaro sull’apologia di fascismo, e noi non possiamo in alcun modo far finta di nulla di fronte a certi comportamenti agghiaccianti».


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