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Celani: «L’Inps pretende 11 centesimi
dalla Regione e blocca il pagamento
degli stipendi a centinaia di borsisti»

ASCOLI - Il vice presidente del Consiglio regionale interviene per criticare l’Istituto di Previdenza sulla vicenda del progetto Borse lavoro under e over 30 che interessa centinaia di disoccupati ascolani: «Contano di più gli 11 centesimi di aumento richiesti per ogni bonifico oppure i 700,00 euro da dare a chi non riesce a “sbarcare il lunario?”». Stasera manifestazione di protesta in Piazza Arringo

Piero Celani (Foto Vagnoni)

E alla fine sono proprio quegli 11 centesimi di euro in più richiesti dall’Inps alla Regione per la liquidazione dei bonifici a bloccare il pagamento degli stipendi ai borsisti. Cronache Picene lo aveva denunciato sabato 16 novembre in un articolo da titolo “Borse lavoro Regione, possono 11 centesimi bloccare il pagamento di centinaia di stipendi?”. Oggi il vice presidente del Consiglio regionale ed esponente di Forza Italia, Piero Celani, interviene per confermare il nostro interrogativo. Scrive Celani: «Inps: la Previdenza che accompagna la vita degli italiani. Recita così uno spot che giornalmente ascoltiamo sulle reti radiofoniche – commenta con sarcasmo Celani – ma sarà vero? A vedere quanto sta succedendo circa il mancato pagamento delle borse lavoro degli over 30 delle Marche, sembrerebbe proprio di No. Anzi, sembra quasi che l’Inps, abbia cambiato ragione e scopi sociali, passando da Ente di previdenza a operatore finanziario, dato che per 11 centesimi – proprio così per 11 centesimi – tanto è l’aumento che l’Inps ha preteso dalla Regione Marche per ogni bonifico effettuato a favore dei borsisti, ha bloccato i relativi pagamenti».

«E in attesa che tutto si regolarizzi, (la richiesta è stata recepita e soddisfatta dalla Regione Marche ai primi di ottobre) attraverso delibere, convenzioni, autorizzazioni, circolari che non arrivano – sottolinea ancora Celani – i borsisti, da agosto, non ricevono un centesimo, nonostante abbiano lavorato, e sostenuto anche spese, per recarsi sul posto di lavoro. A questo punto mi viene da chiedere: se lo slogan, è la “previdenza che accompagna la vita degli Italiani”, dove e come intende accompagnare l’Inps i borsisti che aspettano da agosto 700,00 euro lordi al mese? Ma la borsa lavoro è, o non è, un ammortizzatore sociale? Allora forse qualcuno non ha capito (o fa finta) che chi fa tale progetto, è perché senza reddito, ed è anche un disoccupato di lunga durata – continua Celani – suvvia è questa la Previdenza? Contano di più gli 11 centesimi di aumento richiesti per ogni bonifico, con tutte le pratiche burocratiche connesse, o i 700,00 euro da dare a chi non riesce a “sbarcare il lunario”? Tra l’altro, mi aspetto un’altra sorpresa – chiosa il vice presidente del Consiglio regionale – vuoi vedere che l’Inps, invece di pagare i 4 mesi di arretrato con un unico bonifico ne farà due magari a distanza di qualche giorno, così per ogni pratica, i centesimi diventano 22? Aspetto di essere smentito». Intanto, stasera, martedì 19 novembre i borsisti, con un sit in manifesteranno tutto il loro malessere in Piazza Arringo alle ore 21.

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