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Scuole, tramonta il project financing
Ritirati gli emendamenti di M5S e Lega

ASCOLI - Il pentastellato Cataldi deluso e stizzito dopo il secondo "no" al suo provvedimento e a quello della collega del Carroccio: «Rimane da presentare un ordine del giorno ad hoc: siccome i due emendamenti erano uno a firma mia e l’altro a firma della Latini, abbiamo deciso di firmare io e lei l’ordine del giorno». Decreto sisma: fa discutere l'assenza di molti parlamentari marchigiani durante il dibattito in aula

La scuola Malaspina

di Adriano Cespi

Tramonta definitivamente il project financing per la messa in sicurezza delle scuole cittadine. Gli emendamenti presentati dai parlamentari Roberto Cataldi (M5S) e Giorgia Latini (Lega) sono stati ritirati. I due provvedimenti, infatti, martedì, in Aula hanno ricevuto per la seconda volta il parere negativo del Governo. Dopo un precedente niet arrivato in commissione qualche giorno prima. Commenta deluso il parlamentare pentastellato: «E’ stata una vera e propria doccia fredda – sottolinea Cataldi – non capisco il perché di questo No che, tra l’altro, non ci è stato spiegato. Sinceramente non so proprio che pensare e cosa fare. Del resto, dopo il primo parere contrario in commissione, lo avevo ripresentato lunedì in aula, sperando che stavolta ricevesse l’ok. E invece niente. L’unica cosa che si può fare ora è presentare un ordine del giorno ad hoc, che redigerò insieme alle colleghe Silvestri e Latini, mirato sempre a modificare quel rapporto vincolante: 51% di capitali pubblici e 49% di capitali privati, che sta bloccando tutto». Poche parole quelle dell’esponente pentastellato, che evidenziano tutta la sua delusione e rabbia. «Delusione soprattutto per il territorio» chiosa Cataldi. Pochi minuti e l’onorevole ci richiama per una «doverosa precisazione»: «Siccome i due emendamenti erano uno a firma mia e l’altro a firma della Latini – dice l’onorevole 5 Stelle -, abbiamo deciso, alla fine, di firmare solo io e lei l’ordine del giorno. Un atto dovuto per il lavoro parlamentare a favore del territorio svolto fino ad ora in merito alla conversione in legge del decreto sisma». Sembra, comunque, che il parere negativo sia stato espresso dalla Ragioneria dello Stato con la motivazione che il provvedimento, una volta diventato operativo, avrebbe potuto incidere in negativo sulle casse dello Stato.

Roberto Cataldi (M5S) e Giorgia Latini (Lega) (Foto Vagnoni)

A questo punto il progetto portato avanti dall’amministrazione comunale di realizzare cinque scuole nuove e metterne a norma altre tre attraverso la partecipazione di imprese private del territorio (tra queste, la Di Vincenzo di Pescara, la Ubaldi e la Travaglini di Ascoli) si blocca inesorabilmente. Al punto che il sindaco Marco Fioravanti si troverà costretto a seguire la pista dell’intervento pubblico utilizzando quei 32 milioni di euro già stanziati dalla Regione. Così come peraltro lo aveva esortato a fare, qualche settimana fa, lo stesso leader della Lega Picena, Andrea Antonini, che aveva ricevuto, a sorpresa, l’ok del capogruppo Pd, Francesco Ameli. Fondi sufficienti, oppure no? Una cosa è certa: questo è quanto dispone il Comune per far partire l’operazione di messa in sicurezza delle scuole cittadine. Soldi che dovranno essere investiti il prima possibile per arrivare ad aprire i  cantieri nel più breve tempo possibile. Di mesi se ne sono persi già troppi.

Il deputato Francesco Acquaroli e il sindaco Marco Fioravanti

Va detto, comunque, che per i territori colpiti dal terremoto del 2016 non è stata questa una settimana politica da ricordare. Iniziata, ieri mattina, con la “diserzione” di massa dei parlamentari locali, come riportato dalle cronache nazionali e locali, durante il dibattito alla Camera dei Deputati sul decreto sisma. Assenze pesanti, da parte di esponenti di tutti i partiti, come quella di Francesco Acquaroli di Fratelli d’Italia (partito dello stesso sindaco Fioravanti), in lizza con l’ex sindaco Guido Castelli per la candidatura a presidente della Regione Marche per il centrodestra, ma anche di Rachele Silvestri e Roberto Cataldi (M5S), e poi di Alessia Morani del Pd e Luca Paolini della Lega. Si era parlato anche dell’assenza di Giorgia Latini (Lega), che però ha smentito spiegando di essere stata presente in aula durante la discussione sul decreto sisma. E terminata, come settimana politica, con la “bocciatura” di fatto dell’emendamento sul project financing.


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