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Università, 2.074 studenti
in meno in sette anni
e diversi corsi di laurea
e universitari cancellati
Intanto il Cup in stipendi
spende 284 mila euro

ASCOLI - Prosegue il viaggio di Cronache Picene nelle "partecipate". Il calo degli iscritti è costante e inesorabile e parla di 296 unità in meno ogni anno negli ultimi sette anni. Come è altrettanto inflessibile la cancellazione di diversi corsi di laurea (Scienze politiche e Scienze della formazione a Spinetoli ed Informatica industriale ad Ascoli, per fare alcuni esempi), e corsi universitari. Intanto, il Consorzio Universitario Piceno, società partecipata dai Comuni di Ascoli, San Benedetto, Folignano e dall’Unione dei Comuni della Vallata, ha chiuso il bilancio 2018 con un attivo di 205.342 euro

La sede dell’Università al vecchio ospedale Mazzoni (Foto Vagnoni)

di Adriano Cespi

Università, uno dei temi prioritari della politica ascolana. Almeno a parole. Perché nei fatti nulla viene prodotto. O, comunque, molto poco. I risultati, del resto, parlano chiaro e lo fanno attraverso i numeri. Aride cifre che raccontano di un lento, ma inesorabile, declino, che si evince dal calo degli studenti iscritti. Costante e implacabile. Dai 3.124 iscritti del 2011-2012 (livello massimo mai raggiunto), scesi poi a 2.476 nel 2014-2015, come recita la relazione 2015, pubblicata da Cronache Picene il 14 marzo scorso ed elaborata da Gianluca Gregori, all’epoca pro rettore dell’Università Politecnica delle Marche ed ora Rettore, l’Università di Ascoli, infatti, può contare, oggi, come dichiarato dal professor Giuseppe Losco, su una base di 1.050 studenti iscritti. Davvero pochini. Il dato più basso mai registrato. Per una flessione di 2.074 studenti in sette anni, 296 in meno ogni anno. Nonostante, dalla sua fondazione, 1993, ad oggi, l’Ateneo piceno sia supportato, in quello che dovrebbe essere il suo sviluppo, dal Consorzio Universitario Piceno (Cup). Una società pubblica partecipata dal Comune di Ascoli per il 61,67% delle quote, dal Comune di San Benedetto per il 33,33%, dal Comune di Folignano per l’1,67% e dall’Unione dei Comuni della Vallata per il 3.33%. E che viene finanziata con i soldi della collettività.

Gian Luca Gregori, rettore della Politecnica delle Marche, autore di uno studio sull’Università di Ascoli

IN UN PANORAMA UNIVERSITARIO NON CERTO ESALTANTE COSA FA IL CUP PER AUMENTARE IL NUMERO DI STUDENTI ISCRITTI?

Tra i compiti del Cup ci sono la crescita dell’offerta universitaria picena e l’integrazione della realtà universitaria col sistema economico, sociale e culturale del territorio. Obiettivi centrati? In alcuni anni probabilmente sì, oggi, e sono i numeri di studenti iscritti a denunciarlo, forse no. Dopo la chiusura di alcuni corsi di laurea, come ad esempio Scienze politiche e Scienze della formazione a Spinetoli e Informatica industriale ad Ascoli, che equivalevano a circa un migliaio di iscritti, e la cancellazione di corsi universitari come, solo per citarne alcuni, Yacht design, Marketing turistico, Ingegneria e design di veicoli ecologici, Tecnologia web per la comunicazione, non ci cono state, infatti, iniziative mirate al rilancio dell’offerta formativa e quindi all’aumento del numero di studenti. Peraltro in un contesto, come quello Piceno, in cui l’Università può rappresentare un vero e proprio volano per il rilancio economico, culturale, occupazionale. Più un’Università è viva, infatti, e più crescono le presenze: studenti, professori, ma anche convegnisti e partecipanti a corsi post laurea o master. A tutto vantaggio di ristoratori, negozianti, albergatori, titolari di bed & breakfast. Insomma, del Pil del territorio, come evidenziato, tra l’altro, dall’analisi elaborata, nel 2015, dal professor Gregori per conto del Cup. Tutto questo a fronte di un bilancio 2018 chiuso in attivo, dallo stesso Consorzio universitario, per 205.342 euro. A dimostrazione che l’aspetto finanziario positivo di un rendiconto non è sempre sinonimo di risultati raggiunti e mission centrata.

Il presidente del Cup, Achille Buonfigli (Foto Vagnoni)

CDA A COSTO ZERO: NIENTE INDENNITA’ DI CARICA E NESSUN GETTONE DI PRESENZA

Ma vediamo come è composto il nuovo Consiglio d’amministrazione. Quello del Cup è un Cda di recente nomina. Il 3 aprile scorso, infatti, peraltro un mese e mezzo prima delle elezioni comunali, l’allora sindaco Guido Castelli, in qualità di presidente dell’assemblea dei soci, ha nominato per il quinquennio 2019-2023 Achille Buonfigli presidente, e Alberto Forlini e Claudio Massi consiglieri (una conferma per loro, poiché già presenti nel precedente Cda). E nel decreto di nomina, Castelli, nel rispetto della legge sulle partecipate consortili, mantenne la prerogativa di gratuità dell’incarico. Così come peraltro deliberato, il 12 aprile 2011, dall’allora Consiglio d’amministrazione composto dal presidente Renzo De Santis, dal vice Achille Buonfigli, e dai consiglieri Carlo Grilli, Vincenzo Vagnoni e Stefania Serafini, di sospendere, in base alle disposizioni della legge 122/2010 in materia di riduzione del costo degli apparati politici e amministrativi dello Stato, l’erogazione dei gettoni di presenza e dell’indennità di carica all’intero Cda.

Alcuni studenti universitari

NUMERO DEI DIPENDENTI E COSTO DEL PERSONALE

Ma vediamo quanto pesa il Cup sulla collettività. Il personale del Cup, nel 2018, è costato 284.003 mila euro (182.473 euro in stipendi lordi e 101.530 in oneri aggiuntivi); nel 2017 la spesa era stata di 306.263 euro (187.919 in stipendi lordi e 118.344 in oneri aggiuntivi); nel 2016, invece, era stata di 204.719 euro (166.503 euro in stipendi lordi e 38.216 euro in oneri aggiuntivi). Il Consorzio, in quanto società di piccole dimensioni occupa pochi dipendenti con contratto a tempo indeterminato: 6 nel 2018 più il direttore (tempo determinato), 7 nel 2017 più il direttore (tempo determinato), 6 nel 2016 più il direttore (tempo determinato). Fino al 2018, come pubblicato sul sito del Cup, erano impiegati 1 direttore (tempo determinato), 2 funzionari, 1 impiegato e 3 collaboratori professionali. Questo l’importo annuo delle retribuzioni per ogni categoria: lo stipendio del direttore, nel 2018, era stata di 20.136 euro lordi; quello dei due funzionari complessivamente di 80.691 euro lordi, quello dell’impiegato 24.530 euro sempre lordi, e quello dei tre collaboratori professionali era stato complessivamente di 57.116 euro lordi. Nel 2017, invece, la spesa, sempre per le buste paga al lordo, era stata la seguente: 20.957 euro per il direttore, 89.379 euro per tre funzionari (uno in più del 2018), 23.231 euro per l’impiegato, 54.352 per i tre collaboratori professionali. Infine, nel 2016, la spesa era stata: 30.561 euro per il direttore, 64.526 euro per i due funzionari, 22.527 euro per l’impiegato, 48.889 euro per i tre collaboratori professionali.

COLLABORAZIONI E CONSULENZE

Per quanto riguarda, invece, la spesa 2019 del Cup in collaborazioni e consulenze abbiamo un incarico, nell’organo di controllo, affidato a Marco Mariotti, con inizio 1 febbraio 2019 e scadenza fissata al 31 dicembre 2021, di 2000 euro annue; un altro incarico, nell’organismo di valutazione, affidato a Pietro Bevilacqua, con inizio 1 gennaio 2019 e con scadenza 31 dicembre 2021, di 1.000 euro annue; un incarico, poi, di avvocato a Roberto Carli, che ha come spesa presunta la cifra di 7.000 euro, con inizio 13 febbraio 2019 e scadenza non definita; infine un incarico di segretario a Pierluigi Raimondi (già dirigente del Personale al Comune di Ascoli fino al 31 marzo 2019, già direttore del Cup fino al 6 maggio 2019, e dall’1 aprile 2019 in forza, sempre come dirigente, al Cnr): l’incarico di Raimondi indica come data d’inizio il 23 maggio 2019 e come termine il 23 maggio 2022, per un compenso di 14.000 euro annue.

Pierluigi Raimondi, già direttore del Cup e attuale segretario (Foto Vagnoni)

BUTTIAMO UN OCCHIO TRA DELIBERE E NOMINE

Ma tra atti amministrativi di nomina e documenti sui costi del personale, esaminiamo meglio quanto pubblicato dallo stesso Cup sul suo sito internet. Approfondendo l’aspetto degli incarichi affidati, sempre nel rispetto della legge, a figure amministrative e apicali. E partiamo dal dirigente Raimondi, “assunto dal Consorzio universitario Piceno, il 30 ottobre 2013, su deliberazione dell’allora Cda, come dirigente con contratto a tempo indeterminato”, come da lui stesso dichiarato in risposta ad un’interrogazione presentata in Comune dai consiglieri del M5S. Raimondi, poi, nel settembre 2015, attraverso mobilità esterna, passò alle dipendenze del Comune di Ascoli, come dirigente, con contratto a tempo indeterminato. E lasciò, quindi, il suo precedente incarico al Cup, dove aveva portato a casa uno stipendio lordo, premio di risultato escluso, di 89.889 euro nel 2012, 84.528 euro nel 2013, 93.289 euro nel 2014. Incarico interrotto, dunque. Ma per poco tempo. Con delibera sempre del Cda, infatti, Raimondi venne nominato direttore del Cup, con contratto a tempo parziale e determinato, il 2 novembre 2015 (due mesi dopo la sua assunzione in Comune) con scadenza fissata al 24 settembre 2018. Ma per una scadenza che arriva ecco una nuova nomina che parte. Il giorno dopo, infatti (25 settembre 2018), il Cda rinnovò a Raimondi, per cinque anni, il contratto, a tempo parziale e determinato, di direttore, “per garantire all’Ente la funzionalità e la continuità”, si legge nella delibera; incarico, peraltro, “da svolgere al di fuori dell’orario di lavoro in favore del Comune di Ascoli”. Per un compenso annuo lordo fissato “a 16.786,68 euro retribuzione base e 1398,89 tredicesima – cita il provvedimento – oltre all’indennità di risultato definita annualmente in relazione ai programmi ed agli obiettivi assegnati”. Ma non è il solo rinnovo di contratto questo. Il Cda del Cup, infatti, sempre “per garantire all’Ente la funzionalità e la continuità”, come si legge nel provvedimento di nomina, deliberò “di sottoscrivere con Loris Pierbattista il contratto di responsabile dell’Area acquisti telematici appalti e contratti a tempo parziale e determinato con decorrenza 25 settembre 2018 per cinque anni, al di fuori dell’orario di lavoro presso il Comune di Ascoli”. Stabilendo il compenso annuo a “9.053,01 euro stipendio base e 737,12 euro tredicesima, oltre al trattamento accessorio”, si legge nella delibera. Questo perché anche al funzionario del Comune di Ascoli, Pierbattista, il 24 settembre 2018 scadde il precedente contratto, sempre a tempo parziale e determinato, che il Consiglio d’amministrazione aveva siglato con lui il 2 novembre 2015. Naturalmente, sia per il dirigente Raimondi, che per il funzionario Pierbattista, i compensi ricevuti dal Cup per contratti a tempo determinato si vanno a sommare agli stipendi percepiti da entrambi nei rispettivi Enti pubblici in cui sono impiegati. Raimondi, ad esempio, nel 2017, quando era ancora dirigente a Palazzo Arengo (l’1 aprile 2019, sempre come dirigente, è poi passato alle dipendenze del Cnr), aveva percepito, premio di risultato escluso, una busta paga di 81.625 euro lordi: 43.310 euro di stipendio base, 314,73 euro d’indennità di vacanza contrattuale e 38.000 euro di retribuzione di posizione; e, nel 2016, di 90.136 euro lordi: 43.310 euro di stipendio base, 314,73 euro d’indennità di vacanza contrattuale, 38.000 euro di retribuzione di posizione e 8.511 euro di retribuzione di risultato relativamente all’anno 2015 (fonte sito internet del Comune). Mentre Pierbattista, da funzionario del Comune, 3.318 euro lordi mensili, nel 2017 (come riportato dallo stesso sito internet del Comune rispetto agli emolumenti della categoria D, quella appunto dei funzionari). Ma non è tutto. Sempre secondo quanto pubblicato dal Cup, sul suo sito internet, il Cda, pochi mesi fa, ha acceso un’altra collaborazione con Raimondi per l’incarico di segretario del Consorzio: periodo 23 maggio 2019 – 23 maggio 2022; compenso economico, 14.000 euro annue.

Sede di Scienze dell’architettura e laurea magistrale in Architettura in viale della Rimembranza

ALTRI INCARICHI

Il Cup, come si legge nel decreto del presidente del Cda, Bonfigli, emanato l’8 maggio 2019, ha poi nominato responsabile dell’Area amministrativo-istituzionale con attribuzione della relativa posizione organizzativa (full time) Alessandra Bovara, dipendente del Cup, categoria D (giur. D1) a far data dall’8 maggio 2019 per un periodo di tre anni, eventualmente rinnovabile (15 mila euro lordi l’anno per 13 anni mensilità, l’indennità di posizione fissata); e come responsabile dell’Area acquisti telematici, appalti e contratti (part time 12 ore) Loris Pierbattista, dipendente del Comune di Ascoli, categoria D (giur. D3), a far data dall’8 maggio 2019 per un periodo di tre anni, eventualmente rinnovabile (5000 euro lordi l’anno per 13 mensilità, l’indennità di posizione fissata).

 


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