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Le scuole e il dopo terremoto
Gaspari: «Non conosciamo
i dati di vulnerabilità sismica,
si facciano partire subito
i lavori di messa in sicurezza»

ASCOLI - Il presidente del Comitato spontaneo "Scuole sicure" esprime la preoccupazione dei genitori sullo stato degli Istituti scolastici: «I nostri figli sono al sicuro all’interno delle scuole di Ascoli?». Chiede, poi, un tavolo permanente di confronto con Comune, Provincia, dirigenti scolastici e genitori. E, infine, lancia alcune proposte

Enrico Gaspari, presidente del Comitato “Scuole sicure”

di Adriano Cespi

«Non conosciamo l’indice di vulnerabilità degli edifici. Ieri, ad esempio, abbiamo avuto conferma che alla media D’Azeglio non sono nemmeno state effettuate le verifiche. Non sappiamo la reale situazione delle scuole, anche se la immaginiamo, in termini di sicurezza, né quando inizieranno i lavori per l’adeguamento sismico dei plessi o per la loro ricostruzione ex novo. A questo punto torniamo a chiedere con forza: ma i nostri figli sono al sicuro all’interno delle scuole di Ascoli?». Dopo tre anni dal tremendo terremoto del 2016, la messa in sicurezza degli Istituti scolastici cittadini è ancora al palo. Ferma tra progetti da redigere, operazioni finanziarie da scegliere (capitale pubblico o partenariato pubblico-privato), e cantieri da aprire. Un ritardo che preoccupa fortemente il “Comitato scuole sicure di Ascoli Piceno”, che, per voce del presidente, Enrico Gaspari, solleva dubbi e perplessità. E sollecita l’Amministrazione Fioravanti a confrontarsi.

La scuola media di Monticelli ancora chiusa dopo il sisma del 2016

«SI UTILIZZINO I 37 MILIONI STANZIATI DALLA REGIONE E SI FACCIANO PARTIRE I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI»

«Non capisco cosa si stia ancora aspettando – commenta Gaspari – abbiamo a disposizione 37 milioni di euro stanziati dalla Regione Marche per la ricostruzione delle scuole. Quando si decide il Comune ad attivare le procedure per utilizzarli e far partire, finalmente, i lavori di messa in sicurezza degli istituti? Ormai sono tre anni che denunciamo la situazione e ancora tutto è fermo. Tra l’altro da un anno si vocifera di questo project financing “segretissimo” coi privati che, però, alla fine non ha fatto altro che bloccare ogni operazione. E che ora sappiamo essere definitivamente tramontato. Adesso iniziamo finalmente a muoverci? Come pensa di agire il sindaco Fioravanti? I nostri figli tutti i giorni entrano in quelle scuole, le stesse scuole che furono chiuse, per sicurezza, subito dopo i terremoti, ma poi riaperte dopo lavori di imbellettatura. Come genitori siamo preoccupati e sfiniti». E così dopo le dichiarazioni rilasciate, giovedì scorso, dalla dirigente scolastica della media Monticelli, Cinzia Pettinelli, a Cronache Picene, circa la situazione della scuola “Don Giussani”, chiusa da tre anni perché dichiarata inagibile; dopo l’intervento di ieri della preside dell’Isc Ascoli Centro-D’Azeglio, Valentina Bellini, sempre a Cronache Picene, che ha affermato di non sapere nulla sull’inizio dei lavori per la costruzione della nuova media D’Azeglio; ecco, oggi, le dichiarazioni del Comitato scuole sicure.

La scuola media “Massimo D’Azeglio” (Foto Vagnoni)

«NON ABBIAMO DATI SULL’INDICE DI VULNERABILITA’ SISMICA DELLE SCUOLE CITTADINE E NESSUN AMMINISTRATORE CI HA MAI VOLUTO INCONTRARE»

«Dico subito che abbiamo chiesto più volte accesso agli atti per avere i dati relativi alle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici – sottolinea il presidente Gaspari – ma mai ci sono stati dati. Questo dopo aver portato in evidenza che le scuole non erano state “verificate”, così come, dal 2003, prevede la legge. Inoltre, nessun amministratore, a parte un fugace e improduttivo incontro con i presidenti della Provincia, D’Erasmo, prima, e Fabiani, poi, per le scuole provinciali, è stato disponibile ad affrontare insieme a noi il problema. Eppure, ribadisco, fummo proprio noi a portare in luce la necessità di avere scuole in regola. Cosa dobbiamo pensare dopo tutto questo tempo e in assenza di risposte? Forse che le scuole non presentano e non potranno mai raggiungere indici di vulnerabilità pari a 1? Cioè sicure? Insomma sono passati tre anni e nulla si è mosso. Solo alla Luciani qualcosa è stata fatta. Per fortuna, mi viene da dire, anche se non conosciamo l’esito di questi lavori che, se non ricordo male, sono partiti e terminati come lavori di miglioramento sismico, e non adeguamento sismico». Il Comitato, trasformatosi da organizzazione spontanea in onlus regolarmente costituitasi e registrata, dal 2016 non ha mai smesso di informarsi, incontrare altri comitati, confrontarsi e stringere collaborazioni, come quella con “Save the children”, organizzazione internazionale che si batte per il miglioramento della vita dei bambini, e Cittadinanzattiva, onlus che dal 1978 si occupa della promozione dei diritti dei cittadini. «Sul tema scuole sicure – puntualizza Gaspari – abbiamo elaborato delle osservazioni che sono diventate materia per un disegno di legge sulla sicurezza nelle scuole. Perché si deve sapere che attualmente diversi sono i punti controversi in materia, ad esempio, mentre in caso di tragedia provocata da un incendio, eventuali responsabili possono essere individuati e mandati a processo, in caso di terremoto è molto più difficile per un rimpallo di responsabilità potenziali. Ecco perché nel primo caso gli adeguamenti vengono fatti subito e nel secondo no. E ci si ricorda di farli solo in caso di un evento tragico». Va detto, comunque, che sull’adeguamento sismico delle scuole alcuni Comuni si sono mossi attraverso interventi mirati. «Qui vicino a noi ad esempio – fa notare Gaspari – Appignano ha scuole adeguate sismicamente perché ha utilizzato i fondi regionali disponibili già prima del 2016. Idem Folignano. Castel di Lama ci sta lavorando e nel frattempo ha deciso di adottare un nostro progetto per aumentare le probabilità di sopravvivenza in caso di sisma distruttivo».

La sede della Malaspina (Foto Perozzi)

LE RICHIESTE DEL COMITATO SCUOLE SICURE

Ma cosa chiede il Comitato scuole sicure all’Amministrazione comunale? «In primis – risponde Gaspari – che si provveda, il prima possibile, a rendere noti i dati sulle verifiche di vulnerabilità sismica effettuati sulle scuole cittadine. Poi vorremmo che si istituisse un tavolo permanente di progettazione e confronto con dentro tutti gli attori coinvolti: Comune, Provincia, dirigenti scolastici e Comitato Scuole Sicure in rappresentanza dell’utenza. Quindi, che si adottasse il nostro progetto “Mettiamoli al sicuro”, piano di sicurezza scolastica che prevede l’installazione di particolari sensori in grado di anticipare l’arrivo della scossa e, a seconda della distanza dall’epicentro, di lanciare in anticipo “l’allarme onda sismica” unitamente all’adozione di speciali banchi antisismici realmente capaci di fungere da rifugio per gli studenti in caso di crollo di controsoffitti o calcinacci. Infine – chiosa Gaspari – che si facciano partire, il prima possibile, questi benedetti lavori di messa in sicurezza dei plessi».

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