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Le scuole e il dopo terremoto
Silvia Giorgi: «Mai effettuate
le verifiche di vulnerabilità
e questo è fonte di preoccupazione,
si facciano partire subito
i lavori di messa in sicurezza»

ASCOLI - La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Borgo Solestà-Cantalamessa” interviene per segnalare la mancanza di dati di vulnerabilità sismica sugli istituti scolastici che rientrano sotto la sua presidenza. «A distanza di tre anni da quel maledetto terremoto quegli interventi parziali fatti nell’immediatezza, che furono accolti positivamente da tutti noi, credo che non bastino più, che non siano più sufficienti per tranquillizzare studenti, insegnanti e genitori. Ritengo, perciò, urgente un intervento definitivo». Il 10 dicembre vertice sindaco-presidi

La scuola media “Cantalamessa” a Campo Parignano

di Adriano Cespi

«Sono trascorsi tre anni dal terremoto e comincio ad essere preoccupata per la situazione dei plessi che sono sotto la mia responsabilità. Dopo i solleciti interventi dell’amministrazione comunale volti a garantire la continuità dell’attività didattica e a ripristinare la serenità nell’immediatezza del tragico evento, infatti, nulla è stato fatto in merito alla messa in sicurezza. E, soprattutto, non sono state effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica necessarie per capire se gli istituti scolastici sono idonei oppure sono a rischio sismico». Quelli che, inizialmente, potevano sembrare dei piccoli indicatori di impazienza, si sono presto trasformati in veri e propri appelli ad agire. Lanciati da presidi e genitori nei confronti del Comune. E così, dopo le dichiarazioni fatte a Cronache Picene (leggi articolo di giovedì 28 novembre), dalla dirigente scolastica della media “Don Giussani”, Cinzia Pettinelli, sulla situazione della scuola di Monticelli, chiusa dopo il sisma del 2016 e mai riaperta; dopo l’intervista rilasciata, sempre al nostro giornale, lunedì 2 dicembre, dalla preside dell’Istituto comprensivo “Ascoli centro-D’Azeglio”, Valentina Bellini; e dopo il duro intervento del presidente del Comitato spontaneo “Scuole sicure”, Enrico Gaspari; ecco, oggi, il sollecito «ad intervenire al più presto» lanciato, all’amministrazione Fioravanti, dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Borgo Solestà-Cantalamessa”, Silvia Giorgi.

Il sindaco, Marco Fioravanti (Foto Vagnoni)

«IO E ALTRI COLLEGHI ABBIAMO SCRITTO AL SINDACO E AL PREFETTO PER AVERE LA CERTIFICAZIONE DI SICUREZZA SISMICA DELLE SCUOLE»

Otto le scuole sotto la sua presidenza: la media “Ceci-Cantalamessa” sulle due sedi di via San Serafino da Montegranaro e via Nazario Sauro, la scuola primaria  “San Serafino-Galiè”, l’infanzia “Collodi”, l’infanzia “Ciotti” di Venagrande, l’infanzia e la primaria “Latini” di Mozzano, l’elementare “Rodari”. «Gli edifici di cui come dirigente scolastico sono responsabile – spiega la Giorgi – sono di proprietà dell’ente comunale che, dunque, ne ha il controllo diretto dal punto di vista strutturale. Ebbene, da quello che so le analisi di vulnerabilità sismica non sono state fatte su nessuna delle mie scuole. Non sono state fatte alla Cantalamessa, così come non sono state fatte nella sede centrale Ceci, ma anche alla Rodari, alla Collodi, alla scuola di Venagrande. Insomma, allo stato attuale non ho dati per poter dire se i plessi siano sicuri e a norma. E questo naturalmente è fonte di preoccupazione, nonostante la buona tenuta delle strutture durante il sisma dell’anno scolastico 2016-2017. Anche per questo  il 22 novembre scorso – continua la dirigente scolastica -, proprio in occasione della giornata dedicata alla sicurezza nelle scuole, io, in parallelo con molti altri colleghi in Italia, ho inviato una nota al Sindaco e al Prefetto con la quale ho reiterato tutte le richieste, più volte fatte, dalla consegna della certificazione di sicurezza di ogni plesso, alla messa in opera degli interventi necessari per la loro messa a norma, fino all’auspicio di una pronta e fattiva collaborazione. Sto, naturalmente, aspettando risposte». La preside Giorgi è molto attenta sul fronte sicurezza nelle scuole e ha partecipato a diversi convegni e congressi specifici. «Il 30 ottobre scorso – sottolinea – ho partecipato anche ad una manifestazione, svoltasi a Roma, che ha coinvolto noi dirigenti scolastici. L’obiettivo era far sentire la nostra voce sul tema sicurezza, argomento che in questo momento riteniamo prioritario e centrale rispetto a tutto il resto, sia per l’innegabile criticità in cui versa l’edilizia scolastica, non solo ad Ascoli ma in tutto il Paese, sia per le difficoltà legate ad una normativa che pone in capo al dirigente scolastico quelle responsabilità che, di fatto, non corrispondono al suo reale margine d’azione imposto dalla legge. E questo perché, come tutti sappiamo, gli edifici scolastici sono di proprietà dell’ente locale: Comune per quanto riguarda la scuola d’infanzia, l’elementare e la media; Provincia per le superiori. E’ evidente, quindi, che ci troviamo davanti ad una grande incongruenza».

La dirigente scolastica, Silvia Giorgi

«GLI INTERVENTI PICCOLI E PARZIALI NON SONO PIU’ SUFFICIENTI, CI VOGLIONO INTERVENTI DEFINITIVI»

La Giorgi, dunque, entra con decisione e fermezza sull’aspetto vero e proprio. Quello dei lavori di messa in sicurezza delle scuole, fermi al palo da anni. E di cui ancora non si vede la luce, tra progetti da redigere, operazioni finanziarie da perfezionare, una per tutte il project financing ormai tramontato dopo un anno e mezzo di gestazione, e gare d’appalto da bandire. «A distanza di tre anni dal terremoto – ricorda la preside – gli interventi parziali fatti nell’urgenza, che furono accolti positivamente da tutti noi, credo che non bastino più, che non siano più sufficienti per tranquillizzare studenti, insegnanti e genitori. Ritengo, perciò, estremamente necessario un intervento definitivo. A scuola abbiamo fatto il possibile con scelte emergenziali subito dopo il sisma: ad esempio abbiamo trasferito alcune classi della primaria, che era al primo piano, al piano terra del plesso San Serafino. Un modo per migliorare la velocità di uscita in caso di emergenza terremoto. Abbiamo provveduto anche a migliorare la formazione sulla sicurezza e continuiamo a sensibilizzare tutto il personale a segnalarci qualsiasi criticità si presenti. Più di questo, però, non possiamo fare. Non possiamo intervenire sugli edifici e aspettiamo, quindi, con impazienza di conoscere le modalità in cui si intende intervenire su di essi. Il Sindaco – annuncia, quindi, la Giorgi – ha convocato i dirigenti scolastici per il giorno 10 dicembre, e sono fiduciosa che arriveranno notizie di azioni imminenti».

La sede dell’Università all’ex ospedale

«LA GESTIONE DELL’ISTRUZIONE DA QUELLA DI BASE FINO ALL’UNIVERSITA’, PUNTO DEBOLE DEL NOSTRO TERRITORIO»

E’ un intervento a 360 gradi quello della dirigente scolastica del Comprensivo “Borgo Solestà-Cantalamessa”. Anche di denuncia contro la politica che, in Italia in generale, lascia sempre indietro la scuola, l’istruzione, e, quindi, il futuro dei giovani. «In questi anni anche nel nostro territorio è stato fatto poco o niente in materia di messa in sicurezza degli immobili scolastici – commenta la Giorgi -, e poco è stato fatto anche per promuovere la formazione dalla scuola fino all’università. Ciò rappresenta un vero e proprio punto debole della nostra città e uno svantaggio per i nostri giovani che per lo più se ne vanno. Anche gli studenti iscritti alla nostra università sono sempre di meno, ed è un vero peccato. Diciamolo, perché è un dato di fatto incontrovertibile: non siamo stati mai, come scuola, tra le priorità. Certamente le necessità sono molte, ma bisogna acquisire la consapevolezza che il rilancio del nostro territorio non può prescindere da un forte investimento sull’istruzione, sulla formazione, sui ragazzi, che rappresentano la speranza del domani».

Murales all’ingresso della scuola Ceci di Borgo Solestà

E DOPO LA DENUNCIA DELLE COSE CHE NON VANNO, L’APPELLO ALLA COMUNITA’ A CAMBIARE MENTALITA’

«Vorrei però concludere – chiosa la Giorgi – che sono consapevole che, come cittadini, dobbiamo cambiare la nostra mentalità. E dobbiamo tutti accettare dei piccoli sacrifici. Non possiamo più pretendere tanti piccoli plessi sparpagliati, vicino casa, qua e là per la città. Ben venga, quindi, un massiccio intervento di messa in sicurezza anche se dovesse comportare la costruzione di poli scolastici grandi, sicuri e, magari, pure distanti dalle nostre abitazioni. Insomma, poco comodi. Ritengo, perciò, che vada riorganizzata e ripensata la nostra idea di scuola, così com’è ora. Dico, allora, al sindaco che io sono pronta a collaborare col Comune. Ma spero che l’amministrazione si dia da fare per velocizzare tutte le pratiche necessarie per far partire, finalmente, e al più presto, i lavori di questa benedetta messa in sicurezza degli edifici».

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