di Simone Corradetti
Una Pasqua diversa quest’anno rispetto alle tradizioni storiche di Offida, che prevedevano l’apertura dei sepolcri nelle chiese cittadine e la storica processione del Cristo morto del venerdì santo. Purtroppo a causa dell’emergenza Coronavirus, le persone devono restare a casa, nonostante un quadro nazionale rassicurante che lascia ben sperare per una graduale riapertura delle attività e dei rapporti sociali. «Ci troviamo ad affrontare le solennità pasquali in modo alternativo – afferma il parroco della Collegiata, don Sebastian Dias – dove le messe vengono e saranno celebrate a porte chiuse.

Il tabernacolo della chiesa della Collegiata di Offida
Ma dobbiamo restare uniti nella preghiera con la parola di Dio e con il nostro vescovo della Diocesi di Ascoli Giovanni D’Ercole. Ciascuno nella propria abitazione può pregare per se stesso e per gli ammalati. In questo momento così difficile – conclude – preghiamo per il popolo, anche per sentirci soprattutto uniti nella chiesa cattolica».
E’ diversa, questa Pasqua, anche per quanto riguarda il commercio, Nel paese del merletto a tombolo si respira un’aria di incertezza economica e preoccupazione sulla riapertura di molte attività, obbligate a chiudere a seguito del decreto urgente del Governo per limitare il contagio. Sono rimaste aperte le attività che vendono prodotti di prima necessità. «Rispetto alla normalità – dice Barbara del panificio di Borgo Leopardi – si vende molto meno e siamo tutti sulla stessa barca. Al Governo – conclude – chiediamo di essere più coscienzioso, perché ci sono aziende e negozi che adesso non incassano. E’ necessario uno sforzo invece per valorizzare le piccole imprese, sopratutto del territorio».














