
Francesco Ciabattoni, Donatella Ferretti, Alessio Vlad
di Franco De Marco
C’è bisogno di un po’ di allegria dopo questo periodo nero dominato dal covid. E allora non c’è di meglio che immergersi nel dramma giocoso di Gioachino Rossini “L’Italiana in Algeri” che andrà in scena al Teatro Ventidio Basso sabato prossimo 19 febbraio con inizio alle 20,30, mentre giovedì 17 (ore 17) ci sarà l’anteprima giovani.
E a proposito dell’anteprima, questa mattina lunedì 14 febbraio l’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti, nel corso della presentazione dello spettacolo insieme al presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche Francesco Ciabattoni e al direttore artistico maestro Alessio Vlad, ha annunciato che l’accesso, al contrario del passato quando veniva organizzato esclusivamente attraverso gli istituti scolastici, sarà libero, singolarmente, per tutti gli studenti della città con un biglietto da 5 euro. Ogni studente potrà portare a teatro massimo due accompagnatori adulti con un biglietto a 20 euro. Si cerca così di allargare la partecipazione alla recita considerando che ad oggi solo una scuola ha aderito.

Il Teatro Ventidio Basso
«La cautela delle scuole – ha sottolineato la Ferretti – è comprensibile alla luce dei problemi provocati dal covid. Ma noi non vogliamo recedere dall’obiettivo che è sempre quello di dare un valore educativo all’opera e avvicinare i giovani allo spettacolo. Sempre naturalmente con la garanzia della massima sicurezza in sala».
Dunque nella biglietteria di piazza Ventidio Basso tutti gli studenti, più due accompagnatori, possono liberamente acquistare il ticket speciale. Una deroga in corsa per facilitare la partecipazione.
“L’Italiana in Algeri”, produzione della Fondazione Rete Lirica delle Marche, era stata programmata due anni fa ma poi sospesa a causa del Covid. Già è stata rappresentata a Fano e a Fermo con un successo significativo anche di pubblico.
«In questo allestimento – commenta il maestro Alessio Vlad – vedrete una grande energia comica. Il cast è formato da cantanti giovani di grande talento. Ci tengo a sottolineare talento. Hanno tutte le caratteristiche per interpretare i vari ruoli. Sono giovani e bravi anche il direttore d’orchestra Ferdinando Sulla e la regista Cecilia Ligorio. La cultura ha bisogno di rinnovarsi continuamente e di non rimanere ingessata. Noi lo facciamo. Ho notato che c’è più che mai in questo momento buio voglia di spettacolo dal vivo che non può essere sostituito da altre forme di partecipazione. Spero che anche ad Ascoli il pubblico riempia il teatro. A Fano e a Fermo è andata molto bene».
Un’opera dunque nel segno dei giovani. Tra l’altro fu scritta dal Cigno di Pesaro a soli 21 anni. L’avvocato Francesco Ciabattoni, da un anno alla presidenza della Fondazione Rete Lirica delle Marche, ha lanciato un messaggio molto chiaro invitando il pubblico ad andare a teatro. «La lirica è uno spettacolo dinamico e completo. Ringrazio chi la rende possibile – ha detto – A causa del Covid abbiamo vissuto nella tristezza e nella preoccupazione. Quest’opera giovanile di Gioachino Rossini ci dà l’occasione per entrare in un’altra dimensione, quella dell’ottimismo di qualità. Per Ascoli, la sua economia e il suo territorio, – ha ancora sottolineato – la cultura è l’unica possibilità di crescita e il maestro Alessio Vlad è disponibile ad aiutarci».
Il direttore artistico della Fondazione Rete Lirica delle Marche ha confermato, ma senza entrare nel particolare, che nel prossimo cartellone 2022-2023 ci sarà un Macbeth di Giuseppe Verdi con regia di Pier Luigi Pizzi. La produzione sarà ad Ascoli con la partecipazione anche del Coro del Teatro Ventidio Basso. Mentre l’assessore Donatella Ferretti ha confermato che si sta lavorando, in accordo con la Fondazione, per uno spettacolo lirico nella prossima estate in piazza del Popolo. “La Rete Lirica è un valore nella proposta culturale delle Marche”. Finalmente si riuscirà a realizzarlo una recita all’aperto? I presupposti sembrano esserci.














