di Andrea Ferretti

 

Aveva compiuto 90 anni da pochi giorni, il 31 gennaio. Se ne è andato questa mattina. E’ morto ad Ascoli Carlo Mario Nardinocchi, ex sindaco, personaggio politico di spessore dell’allora Democrazia Cristiana, che ha fatto la storia di Ascoli nel dopoguerra.

 

Carlo Nardinocchi

E’ deceduto nella sua casa di Corso Mazzini, a Porta Romana. Accanto a lui la figlia Chiara, noto medico. Carlo è stato sindaco dal giugno 1990 al febbraio 1993, ma la sua prima elezione nel Consiglio comunale di Ascoli, nelle file della Dc, risale al 1971. Ricoprì la carica di consigliere fino al 1981, poi venne di nuovo eletto alle amministrative del maggio 1985 e riconfermato anche nel 1990. Quindi l’elezione a primo cittadino nell’estate del 1990 in un governo misto democristiani-socialisti-repubblicani.

 

Della Democrazia Cristiana era una sorta di istituzione, negli anni d’oro del partito, tanto che aveva ricoperto anche l’incarico di segretario provinciale.

 

Dopo di lui sono stati sindaci di Ascoli Gino Andreani, quindi Nazzareno Cappelli, Roberto Allevi e i più recenti Piero Celani e Guido Castelli fino all’attuale Marco Fioravanti.

 

“Carletto”, come lo chiamavano tutti quelli che lo conoscevano da tanti anni e che gli hanno voluto bene, era stato anche presidente dell’allora Consorzio Idrico (l’attuale Ciip) ed aveva lavorato prima all’Inam e poi all’Inps.

 

Finchè la salute glielo ha permesso, non era difficile incrociare ogni giorno Carlo Nardinocchi per le vie del centro. Sempre disponibile, educato e cordiale con tutti. Ormai proverbiale era diventata la sua presenza all’interno del “Caffè Meletti” dove incontrava e si intratteneva con gli amici di un tempo, ma amava anche scambiare due chiacchiere con i giovani. Con la sua presenza nello storico locale aveva in un certo senso ridato vita al leggendario “senato” che nel secolo scorso aveva fatto la storia politica e sociale di Ascoli.

 

Il funerale verrà celebrato domani, venerdì 25 marzo, alle ore 15,30 nella chiesa di San Pietro Martire, quella a cui lui e la sua famiglia erano più legati, quella che aveva sempre frequentato essedo anche un grande amico del parroco Don Emidio Fattori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA