
Maria Corradetti con i figli Franco e Gina Vagnarelli e il sindaco Graziano Fanesi
«È l’unica centenaria di Castorano, stimata e benvoluta da tutti in paese, è stata una grande e instancabile lavoratrice che ha festeggiato il centesimo compleanno. A lei gli auguri da parte di tutta la comunità castoranese». Sono parole di Graziano Fanesi, sindaco di Castorano, che ha consegnato a “Marietta” Corradetti una targa.
Maria Corradetti ha tagliato il prestigioso traguardo dei cento anni con una festa al “Casale”, attorniata da una grande famiglia: i due figli Gina e Franco Vagnarelli; i nipoti Sabrina, Simona, Andrea e Fabio; i pronipoti Violante, Lorenzo e Federico, Caterina, Matilde e Beatrice, parenti e tanti amici.
Quella di Marietta è una storia che merita di essere raccontata. Parte da lontano, dal padre emigrato prima in Germania e poi in America, che torna con quello che all’epoca era definito il “gruzzolo”, costruisce una casa e nel 1939 trasferisce la famiglia da Offida a Castorano, in campagna. Purtroppo il padre muore senza potersi godere la nuova proprietà, lasciando una moglie e due figlie.
«Mia madre Maria – racconta il figlio Franco – ormai 18enne si sposò con Giuseppe, per tutti Peppe, anche perché non sarebbe stato possibile gestire la campagna e la stalla senza la presenza di un uomo. Nel frattempo scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, mio padre venne chiamato alle armi e, tranne che per sporadiche licenze, rimase per anni lontano da casa. Si salvò dalla deportazione in un campo di concentramento tedesco grazie a un vicino di casa che faceva il carabiniere. Fu catturato dai tedeschi a Brindisi e messo su un treno che l’avrebbe portato in Germania, ma alla stazione di Ancona venne riconosciuto da quel carabiniere che gli suggerì di scappare. Tornò a Castorano a piedi, passando per i fossi, nascondendosi ai tedeschi anche una volta giunto a casa».
Maria perse un figlio di un anno e mezzo a causa della polmonite. «Purtroppo – continua Franco – mio fratello avrebbe dovuto prendere degli antibiotici, ma per acquistarli si doveva arrivare ad Ascoli e, a causa della ritirata dei tedeschi, era molto pericoloso spostarsi».
Nel 1955 Maria e Giuseppe si trasferirono dalla campagna al paese, lui trovò lavoro nel Consorzio a Castel di Lama, lei divenne dipendente di una succursale a Castorano. Una volta in pensione, Marietta ha giocato a briscola con i suoi amici proprio dove avevano il Consorzio, sotto casa. Lì ha abitato autonomamente fino al 2015 curando il suo orto. Attualmente vive alcuni periodi dell’anno con il figlio Franco a Fermo, altri con la figlia Gina a Porto d’Ascoli, ma non ha mai rinunciato alla sua Castorano, alla sua casa, dove vuole tornare spesso.














