Il sottopasso di via Mare torna al centro del dibattito politico. La nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Mozzoni, ha riaperto il confronto con Rfi per arrivare a una soluzione definitiva per un’infrastruttura che, realizzata nel 1964, da anni presenta criticità legate soprattutto alla sicurezza, alla funzionalità e alle infiltrazioni d’acqua.
A fare il punto è l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Muzi, che ha confermato l’avvio dell’interlocuzione con Rete ferroviaria italiana. Dalle verifiche effettuate da Rfi, ha spiegato l’esponente della giunta, non sarebbero emersi problemi di natura strutturale. Il sottopasso, però, non risulta più adeguato ai flussi di traffico attuali e le infiltrazioni d’acqua rappresentano ormai una criticità ricorrente, con conseguenze sulla praticabilità dell’arteria.
Sulle possibili soluzioni tecniche, al momento, l’amministrazione mantiene una certa cautela. «Non posso entrare nei dettagli perché si è avviata un’interlocuzione che poi dovrà avere ulteriori passaggi», ha spiegato Muzi. Ma una possibile direzione era già stata indicata nei mesi scorsi, quando il precedente governo cittadino aveva affrontato il problema proprio con Rfi.
Nel resoconto di quell’incontro, il Comune aveva riferito che la soluzione ritenuta più conveniente da Rfi, sia sotto il profilo dei costi sia per la compatibilità con la circolazione ferroviaria, consisteva nel rendere l’attuale sottopasso interamente carrabile, affiancandogli un percorso ciclopedonale autonomo a Nord. Un intervento già inserito nel protocollo d’intesa sottoscritto tra Rfi e Regione Marche e per il quale, secondo quanto comunicato allora, era in corso la progettazione. La durata stimata dei lavori era stata quantificata in 18 mesi dalla disponibilità del finanziamento.
Proprio su questo punto interviene ora il gruppo consiliare di opposizione formato da Cambia Sbt e Movimento 5 Stelle, che invita la nuova amministrazione a non limitarsi alla riapertura del confronto con Rfi. «Basta passerelle, servono proposte concrete», è il senso della presa di posizione della minoranza, che considera il sottopasso di via Mare un problema «noto, grave e mai risolto» e ricorda anche i lutti legati negli anni alla sua pericolosità.
Secondo l’opposizione, a ogni cambio di amministrazione si rischia di ripetere lo stesso copione, con nuovi annunci e interlocuzioni che non arrivano a un risultato concreto. Per questo Cambia Sbt e M5S chiedono che il Comune ottenga da Rfi risposte precise su tre questioni: quali soluzioni siano state effettivamente individuate e progettate, quale sarà la spesa a carico di Rfi e quando potranno iniziare i lavori.
«Solo ottenendo risposte chiare e vincolanti su questi punti sarà possibile costruire iniziative efficaci da parte dell’amministrazione comunale», sostiene la minoranza, che non esclude, qualora fosse necessario, anche «azioni più incisive» nei confronti della società ferroviaria.
Il confronto, dunque, è nuovamente aperto. Da una parte l’amministrazione Mozzoni che, attraverso l’assessore Muzi, assicura di aver riattivato il dialogo con Rfi; dall’altra l’opposizione che chiede di trasformare l’ennesima interlocuzione in un cronoprogramma preciso, con finanziamenti, progetto e tempi di realizzazione. Il nodo, a Porto d’Ascoli, resta quello di sempre: trasformare gli annunci in un intervento capace di risolvere definitivamente le criticità del sottopasso.















