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Anche il Piceno entra nel nuovo percorso di organizzazione delle Case della Comunità marchigiane, con San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno tra le strutture individuate per l’attivazione, nella prima fase, degli Ambulatori per i Bisogni Non Differibili. La Giunta regionale ha infatti approvato le linee di indirizzo che definiscono le nuove funzioni della rete territoriale, con l’obiettivo di portare una parte delle risposte sanitarie più vicino ai cittadini e rafforzare il collegamento tra assistenza territoriale e ospedali.
Il nuovo modello prevede una rete di 13 ambulatori per i Bisogni Non Differibili, uno per ciascun Pronto Soccorso delle Marche. Nella fase iniziale, fino al completamento della rete regionale, gli ambulatori saranno attivati all’interno delle Case della Comunità, comprese quelle di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno.
Si tratta di strutture pensate per affrontare quelle situazioni che richiedono una valutazione sanitaria in tempi brevi, ma che non presentano caratteristiche di emergenza. Gli ambulatori saranno aperti dalle 8 alle 20: quelli collegati ai Pronto Soccorso anche il sabato e la domenica, mentre gli altri saranno operativi dal lunedì al venerdì.
L’accesso potrà avvenire direttamente da parte dei cittadini, attraverso il numero unico 116117, su invio del medico di medicina generale o del pediatra oppure attraverso il triage ospedaliero. Le linee guida regionali stabiliscono le modalità di accesso e i casi che potranno essere trattati, mantenendo invece nell’ambito del 112 e dei Pronto Soccorso le condizioni che richiedono un intervento immediato, come forte dolore toracico, gravi difficoltà respiratorie, perdita di coscienza, traumi maggiori, sospetto ictus e altre patologie tempo-dipendenti.
Una delle novità riguarda anche il collegamento con gli ospedali. Gli ambulatori potranno utilizzare la telemedicina per interfacciarsi con i reparti ospedalieri e attivare percorsi di fast track con servizi specialistici, tra cui ortopedia e radiologia. L’obiettivo è indirizzare più rapidamente i pazienti verso gli esami o le prestazioni necessarie, evitando passaggi non indispensabili e favorendo una presa in carico più tempestiva.
Le Case della Comunità non saranno però soltanto il punto di riferimento per i bisogni sanitari non differibili. Al loro interno sono previsti anche il Punto Unico di Accesso, che integra i servizi sanitari e sociali, gli infermieri di Comunità, l’Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) e gli altri servizi previsti dal nuovo modello organizzativo dell’assistenza territoriale.
Il provvedimento regionale introduce inoltre una specializzazione delle strutture. In ciascuna provincia sarà individuata una Casa della Comunità a vocazione oncologica e una a vocazione pediatrica.
Le strutture a vocazione oncologica dovranno consentire ai pazienti di svolgere più attività di monitoraggio, controllo e assistenza vicino a casa, mantenendo il collegamento con i centri specialistici ospedalieri. Sono previsti anche spazi per le attività delle associazioni che affiancano i malati e le loro famiglie.
Le Case della Comunità a vocazione pediatrica, con il coinvolgimento dei Pediatri di Libera Scelta, saranno invece orientate ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie, oltre che alle esigenze ginecologiche, attraverso attività di prevenzione, presa in carico e gestione delle principali problematiche dell’età evolutiva.
«Sarà un lavoro enorme, ma è una sfida che vogliamo affrontare insieme a medici, professionisti sanitari e associazioni», ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, spiegando che l’obiettivo è costruire una rete territoriale capace di offrire risposte concrete ai cittadini vicino casa e fare delle Case della Comunità un punto di riferimento per la salute.
Nei mesi di ottobre e novembre proseguirà la fase di definizione operativa, mentre all’inizio del prossimo anno è prevista un’attività informativa rivolta ai cittadini per spiegare i nuovi servizi e le modalità di accesso alle Case della Comunità.
Nel resto della regione, gli Ambulatori per i Bisogni non Differibili saranno attivati nelle Case della Comunità di Vallefoglia per Pesaro, Cagli per Urbino, Fossombrone per Fano, l’Umberto I per l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova Marche, Macerata, Camerino e Sant’Elpidio a Mare per il territorio fermano.














