Se ne va una delle voci più riconoscibili del giornalismo sambenedettese. Pasquale Bergamaschi è morto oggi, 24 settembre. A darne notizia sono stati i familiari, lasciando una città che perde un cronista capace, nel corso di una lunga carriera, di raccontarne cambiamenti, personaggi, tensioni e passioni con uno stile diretto, schietto e profondamente legato alla sua terra.
Bergamaschi aveva iniziato il suo percorso nel mondo della musica, come batterista dei “Leaders”, formazione protagonista delle serate musicali degli anni Sessanta e Settanta e che arrivò a esibirsi in diverse parti d’Italia. Una passione che non avrebbe mai abbandonato, anche quando il giornalismo sarebbe diventato il suo mestiere e la sua principale forma di espressione.
Dal 1983 era una firma del “Resto del Carlino”, testata per la quale ha seguito per decenni la cronaca sambenedettese.
Politica, società, cultura, personaggi e soprattutto calcio sono stati al centro del suo lavoro, con la Sambenedettese diventata uno dei fili conduttori della sua attività giornalistica. Non soltanto cronaca sportiva, ma una vera e propria testimonianza della storia rossoblù e del rapporto viscerale tra la squadra e la sua città.
Il suo legame con San Benedetto è stato riconosciuto ufficialmente nel 2024, quando il Comune gli ha assegnato il Gran Pavese Rossoblù per il giornalismo. Bergamaschi non poté partecipare alla cerimonia per motivi di salute, ma ricevette comunque il riconoscimento direttamente dal sindaco Antonio Spazzafumo e registrò un videomessaggio per l’occasione.
La motivazione del premio racchiudeva bene il senso della sua esperienza professionale: «Apprezzato musicista prima, valente giornalista poi, è testimone lucido delle vicende politiche e sociali della città degli ultimi decenni. Ha messo al servizio della comunità sambenedettese le sue doti di competenza e capacità comunicativa non tirandosi mai indietro quando si è trattato di esortarla a guardare con coraggio al futuro. La città, riconoscente, lo ringrazia e lo premia».
Anche il mondo della Samb aveva dimostrato in più occasioni quanto fosse considerato un punto di riferimento per la memoria rossoblù: nell’ottobre 2024, alla vigilia della cerimonia del Gran Pavese, la squadra gli dedicò una vittoria di campionato.
Con la scomparsa di Pasquale Bergamaschi, San Benedetto perde dunque non soltanto un giornalista, ma un osservatore che ha attraversato decenni di storia cittadina restituendone il volto attraverso articoli, racconti e giudizi sempre legati a una conoscenza profonda del territorio. Una memoria che oggi viene a mancare e che lascia un vuoto nel giornalismo locale e nella comunità che per tanti anni ha raccontato.















