In un’epoca dominata dall’immediatezza e dalla rapidità del digitale, ritrovare il contatto con la propria storia personale e collettiva diventa un gesto di profonda consapevolezza. Con la premessa fondamentale che ogni famiglia racchiude in sé una vicenda unica da riportare alla luce, la città di Ascoli Piceno si prepara a ospitare un appuntamento di grande valore culturale ed emotivo. Si intitola infatti “Cercando Radici – Il valore della genealogia e degli archivi storici” il convegno in programma per venerdì 25 settembre, a partire dalle ore 16,30, nella suggestiva cornice del Forte Malatesta.
L’incontro nasce per accendere i riflettori sull’importanza cruciale del patrimonio documentale, custode silenzioso di vissuti, volti, spostamenti ed emigrazioni che hanno segnato il territorio piceno. Ricostruire l’albero genealogico non rappresenta soltanto un esercizio di erudizione o una semplice curiosità anagrafica, ma costituisce un vero e proprio atto di ricomposizione della memoria: sfogliare i registri, decifrare le carte d’archivio e risalire alle generazioni passate significa dare un nome e una dignità alle storie individuali che hanno plasmato la nostra identità di oggi. Gli archivi storici, in quest’ottica, smettono di essere luoghi polverosi e diventano riserve vive di esperienza e di senso d’appartenenza.
I lavori della giornata si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco Marco Fioravanti. Il confronto entrerà poi nel vivo attraverso una pluralità di sguardi e competenze, grazie agli interventi di Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto, di don Elio Nevigari, direttore dell’Archivio Diocesano di Ascoli Piceno, di Giuseppe dell’Anno, alla guida dell’Archivio di Stato cittadino, e di Matteo Borelli, storico dell’organizzazione Genealogie d’Italia. A coordinare e moderare il dibattito sarà Arianna Censori, genealogista per Italea Marche ed esponente dell’associazione Progenita.
L’evento, promosso con il sostegno e la collaborazione di numerose istituzioni e realtà culturali locali e nazionali, tra cui il Ministero della Cultura, sarà a ingresso libero e si concluderà con uno spazio interamente aperto alle domande e ai contributi del pubblico presenti in sala.















