
Gassmann e Gheghi nella locandina di “Mani nude”
Un film livido, teso, claustrofobico. Senza sconti. Facile paragonarlo ad un pugno nello stomaco, visto che parla (anche) di combattimenti clandestini. Si intitola “Mani nude” e, dopo l’uscita nei cinema dello scorso anno, si trova attualmente al primo posto dei film più visti di Netflix. Diretto da Mauro Mancini e tratto dall’omonimo romanzo di Paola Barbato, l’opera vanta le intense interpretazioni di Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi e, nota particolare per il Piceno, le musiche ipnotiche di Dario Dardust Faini.

Dario Faini, in arte Dardust
Per l’artista ascolano si tratta della prima colonna sonora realizzata per il cinema, ed è proprio il caso di dire che questo “esordio” si lascia ben ricordare. “Mani nude”, infatti, colpisce duro regalando un dramma sotterraneo, sorretto da una regia attenta, in bilico tra certi film di Besson e Winding Refn, e da due attori in forma strepitosa, il granitico Gassmann e il giovane talentuoso Gheghi, a cui va aggiunta la presenza a tratti mefistofelica di Renato Carpentieri. A punteggiare l’atmosfera sospesa e oscura, il commento sonoro di Dardust, riconoscibile nel suo felice alternarsi di pianoforte ed elettronica.
A proposito di Faini, tutto è pronto per la cerimonia che sabato 26 settembre lo vedrà ricevere il “Premio Cultura” nell’ambito del concorso internazionale di composizione dedicato alla memoria di Mauro Crocetta, alle 17 nella pinacoteca di Ascoli. Ma non solo, perché il ritorno a casa sarà doppio: il giorno stesso, ma alle 21,15, Faini sarà infatti protagonista nella sua Piagge con l’amico Giuliano Giuliani, lo scultore del travertino. Insieme daranno vita all’evento “La pietra e le note” presso la “Casa Aquilone” (ex Villa Sgariglia), conversazione tra due personalità di spicco sul tema “Restare o partire, scelte diverse per dare forma ad un sogno”.














