L’ultimo saluto a Elenia Osimi

 

Anche il cielo ha concesso una tregua. Un sole timido, quasi a salutare l’arrivo dell’autunno, ha accompagnato l’ultimo saluto a Elenia, oggi 25 settembre. In tanti hanno riempito il Santuario del Beato Bernardo di Offida per stringersi attorno alla famiglia e accompagnare con la preghiera il commiato dalla giovane. Una ragazza dolce, intelligente, piena di vita, con ancora davanti a sé tanti progetti e un futuro tutto da costruire, ma che ha perso la vita nel tragico incidente stradale del 19 settembre, lungo la Bonifica a Sant’Omero (Teramo).

La salma di Elenia era arrivata a Offida nel pomeriggio di giovedì, nel salone dei frati Cappuccini, dove era stata allestita la camera ardente. Da allora, in molti hanno voluto fermarsi per un ultimo saluto, una preghiera, un abbraccio alla famiglia.

Il rito funebre nel Santuario del Beato Bernardo

Durante l’omelia, il parroco don Giuseppe Capecci ha rivolto parole profonde e cariche di commozione, soffermandosi sul mistero del tempo e sul dono della vita.

«Ci sono momenti nei quali ci fermiamo e ci chiediamo quale sia il senso di ciò che accade – ha detto il parroco – quale sia il senso del tempo che ci è dato.

La vita ci mette davanti a realtà che la nostra ragione non riesce fino in fondo a comprendere. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per gioire e un tempo per soffrire, un tempo per la pace e un tempo per la guerra. Ma davanti alla morte, soprattutto quando arriva troppo presto, rimane una domanda che non trova una risposta facile. Noi siamo per la vita. La desideriamo, la difendiamo, vorremmo che fosse lunga e piena. E proprio per questo facciamo fatica ad accettare che possa interrompersi così presto.

Forse, però, la vita non si misura soltanto nella sua durata. La ragione ci porta a cercare spiegazioni, mentre la fede ci chiede di affidarci anche a ciò che non possiamo vedere e comprendere».

«La giovinezza – ha proseguito – in particolare sembra avere dentro di sé un invito a mangiare la vita, ad assaporarla, a viverla con intensità. È il tempo dei progetti, delle strade ancora da percorrere, degli incontri, delle amicizie e dei legami che si costruiscono. È anche il tempo nel quale impariamo a fidarci di qualcosa che va oltre noi stessi, oltre ciò che riusciamo a controllare. E allora, pensando a Elenia, ci si può chiedere che cosa rimanga di un tempo che, ai nostri occhi, è stato troppo breve. Rimane molto. Rimane ciò che ha vissuto, ciò che ha donato, le persone che ha incontrato, i legami che ha costruito. Rimane tutto ciò che ha lasciato nel cuore di chi le è stato vicino. Il guscio rimane, ma la farfalla è volata via».

 

Elenia ha lasciato qualcosa che va oltre il tempo: ha lasciato consolazione, presenza, affetto. E quando una persona non è più fisicamente accanto a noi, proprio quell’amore può diventare una forma nuova di presenza. «Perché una vita, anche quando ci sembra troppo breve, non è mai soltanto il tempo che è durato. È anche l’amore che ha generato. E questo amore continua», sono state ancora le parole del religioso.

 

Al termine della cerimonia, sono state le amiche e le colleghe a prendere la parola. Due lettere appassionate, lette con la voce rotta dall’emozione, hanno restituito l’immagine di una ragazza piena di energia, freschezza ed entusiasmo.

«Ricordiamo il passo, il sorriso, la voce squillante. Al lavoro adesso c’è silenzio. Un silenzio assordante».

Parole semplici, ma capaci di raccontare un’assenza che si fa concreta nella quotidianità. Un silenzio che si coglie anche tra le tante persone presenti, smarrite davanti a un dolore al quale è difficile dare una risposta.

Attorno alla mamma Annunziata e al papà Luigino, alla nonna Ida e a tutti i familiari si è stretta una comunità profondamente colpita. Volti segnati dal dolore, abbracci, lacrime e silenzi hanno accompagnato l’ultimo saluto a Elenia.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco Luigi Massa e l’assessore Isabella Bosano.

È stato il saluto di una comunità intera a una giovane vita spezzata troppo presto, ma anche il modo per dire che il tempo vissuto da Elenia, per quanto breve, non è stato vano.

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