Dopo la nota con cui l’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto ha annunciato la sua uscita dal Consorzio Universitario Piceno (leggi qui), arrivano le parole del presidente del Cup Roberta Faraotti.

«Abbiamo appreso con stupore e dispiacere la decisione assunta nella seduta consiliare del 1° ottobre – dice -. Una scelta che sorprende e che non condividiamo, soprattutto considerando che appena lo scorso 31 luglio la stessa Unione aveva votato, nell’Assemblea dei soci, a favore della proroga del Cup fino al 2050, confermando quindi la volontà di proseguire il percorso con il Consorzio. Una volontà che sembrava essere stata ulteriormente condivisa dalla mediazione con cui, nel 2025, avevamo chiuso la vicenda giudiziale tra i due enti, ritrovando una comune condivisione degli obiettivi e della missione del Cup».
«Il dispiacere nasce soprattutto dalla convinzione che il Consorzio rappresenti uno strumento strategico per lo sviluppo del Piceno – va avanti Faraotti -. Il sistema universitario del territorio si sta infatti consolidando, sia nell’offerta didattica sia nei servizi agli studenti, e i dati che monitoriamo ogni anno lo confermano. A questo si aggiungono gli investimenti privati negli studentati e l’aumento delle borse di studio, segnali concreti di un sistema che sta crescendo e che può rendere il Piceno sempre più attrattivo nel panorama universitario. I numeri sono significativi: il 63% degli studenti proviene da fuori provincia, a conferma della capacità del nostro territorio di attrarre giovani anche da altre realtà. Allo stesso tempo, su 817 studenti piceni iscritti ai corsi universitari, 126 provengono proprio dai cinque Comuni dell’Unione della Vallata».
«Sostenere il Consorzio significa quindi anche offrire a questi ragazzi la possibilità di studiare nel proprio territorio, garantendo l’accesso all’istruzione universitaria anche a chi avrebbe maggiori difficoltà a sostenere i costi di un percorso lontano da casa – è la prosecuzione -. Siamo consapevoli che occorra ampliare ulteriormente l’offerta formativa e aumentare il numero dei corsi. Ma per farlo servono risorse e, soprattutto, un territorio coeso, capace di fare squadra . Lo studio realizzato dalla Luiss Business School nel 2025 e presentato al territorio all’inizio del 2026, basato sull’analisi concreta dei dati, ha inoltre evidenziato il significativo impatto economico del sistema universitario piceno. Per questo riteniamo che indicare le carenze del sistema universitario come motivazione per uscire dal Consorzio significhi non riconoscere pienamente il percorso di sviluppo intrapreso».
«Nel Piceno operano due Atenei pubblici, a cui si è aggiunta di recente anche un’università privata che insieme al Cup lavorano per promuovere il territorio e renderlo sempre più attrattivo puntualizza Faraotti -. Un percorso apprezzato anche dagli stessi studenti, che esprimono un elevato grado di soddisfazione per la qualità e l’organizzazione dei corsi frequentati. C’è poi un altro elemento che riteniamo particolarmente significativo: mentre l’Unione della Vallata sceglie di uscire, altri Comuni hanno formalmente manifestato la volontà di entrare nel Cup, anche realtà di piccole dimensioni, dimostrando che l’impegno economico può essere affrontato quando esiste la volontà di credere in un progetto comune. Allo stesso modo, Bim Tronto e Camera di Commercio delle Marche collaborano e sostengono economicamente, attraverso il Consorzio, progetti rivolti agli studenti, offrendo loro opportunità capaci di andare anche oltre i confini nazionali».
«Il Cup, inoltre, sostiene direttamente le Università pubbliche attraverso tre convenzioni, con contributi complessivi superiori a un milione di euro, svolge una fondamentale funzione di coordinamento e promuove progetti specifici di orientamento e borse di studio – conclude -. Il nostro obiettivo resta quindi chiaro: continuare a costruire un’Università del Piceno sempre più forte, attrattiva e aperta all’Italia e all’Europa. Per farlo servono investimenti, progettualità e soprattutto unità. Perché sostenere l’Università significa sostenere i nostri giovani e investire concretamente nella crescita e nel futuro dell’intero territorio».
L’Unione Comuni Vallata del Tronto lascia il Consorzio Universitario Piceno














