È di questi giorni il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo, riacceso dopo l’ennesima rissa avvenuta la notte tra sabato e domenica in Piazza del Popolo nel cuore di Ascol. Il fatto si è verificato intorno all’una di notte del 4 ottobre, sotto le logge della piazza, dove un gruppo di giovani è stato protagonista di una violenta colluttazione.

Immagine di repertorio
Secondo quanto ricostruito, lo scontro sarebbe nato per motivi apparentemente banali. Dalle parole e dagli insulti si è passati rapidamente ai fatti, con il lancio di calci, pugni e persino di alcune sedie prelevate da un locale attiguo. Durante la rissa un ragazzo è rimasto ferito. All’arrivo dei Carabinieri, allertati dai presenti, i partecipanti si sono dati alla fuga in diverse direzioni per evitare l’identificazione. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili.
L’episodio ha immediatamente riacceso il confronto politico cittadino. Nei giorni scorsi il consigliere comunale Gregorio Cappelli di Ascoli Bene Comune aveva lanciato un allarme sulla situazione del centro storico, denunciando problemi legati al degrado urbano e chiedendo interventi più incisivi sul fronte della sicurezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche la segreteria provinciale del Sap, il sindacato autonomo di Polizia, che ha colto l’occasione per tornare a chiedere un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine.
«Non intendiamo certamente entrare nel merito delle varie posizioni politiche cittadine – afferma il segretario provincale Massimiliano D’Eramo – Apprezziamo tuttavia la scelta di implementare il sistema di videosorveglianza in città, perché telecamere e tecnologia rappresentano strumenti importanti per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità. Ma ormai è arrivato il momento di fare delle scelte. Scelte coraggiose, che non siano soltanto di facciata, ma che incidano concretamente sulla sicurezza del territorio».
Il sindacato sottolinea come prefetto e questore siano impegnati nell’affrontare il problema, ma ritiene necessario un intervento della politica per ottenere nuove assegnazioni di personale: «La sicurezza si affronta anche con il personale sul campo, con più pattuglie e con una presenza maggiore e più qualificata sul territorio. Per questo guardiamo con particolare attenzione alle prossime assegnazioni previste per marzo, quando termineranno il percorso formativo i 1.650 nuovi agenti attualmente impegnati negli istituti di istruzione».
Il Sap evidenzia inoltre il problema del progressivo invecchiamento degli organici e del mancato ricambio generazionale.
Nella nota vengono richiamati anche gli incontri con il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e con il deputato Nicola Molteni, oltre alle rassicurazioni sull’innalzamento a primo livello del Commissariato di San Benedetto del Tronto nel prossimo atto ordinativo unico.
«Ora però dalle rassicurazioni occorre passare ai fatti – conclude il sindacato – perché dietro i numeri degli organici ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono il controllo del territorio, intervengono nelle emergenze e affrontano situazioni di pericolo. Sulla sicurezza non si può soltanto parlare: la sicurezza va garantita. E per garantirla servono uomini, mezzi e una presenza reale sul territorio».














