
Guido Castelli
La ricostruzione post sisma del Centro Italia entra in una fase in cui i risultati dei cantieri si affiancano alla sfida della rigenerazione dei territori. A dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016, il commissario straordinario Guido Castelli ha fatto il punto sul lavoro svolto in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria intervenendo alla 60esima edizione di SAIE, Salone Internazionale dell’Industrializzazione Edilizia, in corso a BolognaFiere fino al 10 ottobre. I numeri parlano di oltre 18 miliardi di euro di richieste per la ricostruzione privata, quasi 24mila cantieri autorizzati e più di 15.500 conclusi. Per quella pubblica sono stati programmati 3.667 interventi, per oltre 4,85 miliardi di euro, con il 98% delle opere sbloccato.
Nel corso della conferenza “10 anni dal terremoto del Centro Italia: cosa ci insegna”, Castelli ha ripercorso il cambio di passo impresso alla ricostruzione, sottolineando la necessità di superare le difficoltà iniziali e di collegare il recupero degli edifici al futuro delle comunità colpite.
«La mia esperienza da sindaco mi ha addestrato a mettere insieme il possibile e il desiderabile – ha dichiarato Guido Castelli – È l’approccio con cui ho affrontato la sfida delle sfide, far cambiare passo a una ricostruzione che nei primi anni aveva mostrato macchinosità, incertezze e false partenze. Le cose si sono messe bene e oggi la luce in fondo al tunnel si vede in maniera nitida.
Ma la vera sfida resta culturale: la prevenzione, come dice il Ministro Musumeci, deve diventare un elemento di consapevolezza di tutti gli italiani, perché in un Paese in cui quattro quinti del territorio è vulnerabile sismicamente e si concentrano due terzi delle frane attive d’Europa, dobbiamo pensare prima a ciò che serve a evitare vittime e danni a ogni evento estremo, sia esso un sisma o un’alluvione.
Da questo punto di vista SAIE, sessant’anni ma non li dimostra, è un’infrastruttura che anche nel caso della ricostruzione permette di visualizzare le migliori esperienze, promuovere le competenze e mettere insieme chi produce, chi fa edilizia e chi realizza prodotti per le costruzioni. Ricostruire è esattamente questo: fare squadra tra tecnici, progettisti, aziende, amministrazioni, sindaci e Regioni. Come diciamo spesso, se vuoi arrivare prima cammini da solo, se vuoi arrivare lontano cammini insieme agli altri: un po’ come SAIE in questi sessant’anni».
La ricostruzione del Centro Italia: i numeri
Sul fronte privato, il quadro presentato a Bologna comprende 36.632 richieste di contributo per un valore superiore a 18 miliardi di euro. Sono stati concessi 12,98 miliardi, mentre oltre 8,5 miliardi risultano liquidati. I cantieri autorizzati sono 23.943 e quelli conclusi 15.544. Per superare le difficoltà legate alla fine del Superbonus e garantire la prosecuzione degli interventi, sono stati inoltre attivati 1,3 miliardi di euro, destinati alla messa in sicurezza di circa 5mila cantieri.
La ricostruzione pubblica conta 3.667 interventi programmati per oltre 4,85 miliardi di euro. Tra le opere rientrano 459 interventi sulle scuole, per circa 1,6 miliardi, e 1.276 sugli edifici di culto, per oltre 750 milioni.
Il modello illustrato da Castelli punta a superare la sola riparazione dei danni, legando gli interventi alla ripresa economica e sociale delle aree interne e alla possibilità per i residenti di continuare a vivere nei territori d’origine.
Anche la ricostruzione post alluvione al centro di SAIE

Fabrizio Curcio
Alla manifestazione è intervenuto anche Fabrizio Curcio, commissario straordinario per la ricostruzione nei territori di Emilia-Romagna, Toscana e Marche colpiti dalle alluvioni del 2023 e 2024. Il Piano speciale di ricostruzione prevede 6.337 interventi, per circa 2,87 miliardi di euro di risorse disponibili. Di questi, 5.761 riguardano l’Emilia-Romagna, per oltre 2,6 miliardi.
Complessivamente, nei territori delle tre regioni risultano conclusi 4.547 interventi, mentre 642 sono in esecuzione, 236 in fase di affidamento e 848 in progettazione.
Curcio ha ricordato che il lavoro della struttura commissariale si è articolato in tre fasi: valutazione degli interventi, revisione normativa e attuazione. «Oggi siamo nella fase di attuazione», ha spiegato, sottolineando le semplificazioni introdotte e il maggiore coinvolgimento dei territori, oltre alla distinzione tra riparazione dei danni e interventi per la mitigazione del rischio.
La presenza dei due commissari a SAIE si inserisce nel programma delle nuove Aree SAIE Lab | Live, spazi dedicati a esposizioni, incontri e dimostrazioni, con l’obiettivo di mettere a confronto istituzioni, tecnici e imprese impegnati nei cantieri della ricostruzione.














