Le Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria esprimono il proprio plauso al personale della casa circondariale di Marino del Tronto che, nel corso di una complessa attività operativa, ha rinvenuto e sequestrato 15 smartphone nella disponibilità di detenuti appartenenti a diversi reparti dell’istituto.

Il carcere di Ascoli
«Un risultato importante, raggiunto grazie alla professionalità, alla determinazione e allo spirito di squadra degli operatori, supportati dai colleghi provenienti dagli altri istituti del distretto –affermano i sindacati – . Un riconoscimento va inoltre al dirigente del Prap, al comandante di reparto, ai commissari e agli ispettori per il contributo assicurato nella gestione e nel coordinamento dell’emergenza, caratterizzata da aggressioni, danneggiamenti e ulteriori episodi di tensione verificatisi anche nelle giornate successive all’intervento».
«Resta tuttavia una questione che merita attenzione: l’assenza del direttore titolare durante le operazioni e la mancata presenza di una figura sostitutiva – è la prosecuzione – . In circostanze di tale gravità, la presenza dirigenziale non rappresenta un aspetto formale, ma un indispensabile presidio di responsabilità, supporto decisionale e continuità gestionale. Il riconoscimento a chi ha operato con competenza e senso del dovere non può prescindere da una riflessione sulle criticità organizzative emerse».
«La professionalità del personale non può diventare il rimedio permanente alle carenze di organico, di organizzazione e di presidio dirigenziale. Chiediamo pertanto alle competenti autorità interventi tempestivi per rafforzare gli organici, garantire strumenti adeguati, migliorare le condizioni di sicurezza e assicurare una gestione dirigenziale stabile ed effettivamente presente – concludono -. A tutti gli operatori impegnati nell’emergenza va il nostro ringraziamento. Quanto accaduto deve però rappresentare anche un’occasione concreta per affrontare le criticità emerse e prevenire il ripetersi di simili episodi. La sicurezza di un istituto penitenziario richiede professionalità sul campo, coordinamento efficace e una dirigenza presente, capace di assumersi pienamente le proprie responsabilità».














