San Benedetto del Tronto disegna il proprio futuro da qui al 2031, con l’ambizione di rafforzare la competitività turistica, rilanciare l’economia legata al mare e migliorare la qualità della vita nei quartieri. Sono le direttrici del Programma di mandato 2026-2031 dell’amministrazione comunale, il documento che traduce in indirizzi amministrativi il progetto presentato agli elettori alle elezioni del 24 e 25 maggio. Il testo, articolato in tredici aree tematiche, è destinato all’esame e all’approvazione del Consiglio comunale, dopo il passaggio in giunta avvenuto oggi: 12 ottobre.
Tra le priorità spicca l’obiettivo di trasformare la Riviera in una destinazione turistica attiva dodici mesi l’anno, superando la concentrazione delle presenze nella stagione balneare. Per riuscirci, il programma prevede la definizione di un marchio turistico riconoscibile, la costituzione di una Destination Management Organization che riunisca Comune e operatori, un portale unico per turismo ed eventi e un calendario coordinato di iniziative distribuite durante tutto l’anno. Spazio anche al turismo sportivo, al cicloturismo, alle esperienze legate alla pesca e all’enogastronomia, con una maggiore integrazione tra costa ed entroterra.
Il porto viene indicato come una delle leve strategiche dello sviluppo cittadino. Nel documento si punta al rilancio della filiera ittica e alla riqualificazione del Mercato ittico, valutando il ritorno della vendita all’asta del pesce azzurro, sistemi di tracciabilità del pescato locale e servizi complementari. Tra le ipotesi figurano anche un marchio del pescato sambenedettese e iniziative culturali ed enogastronomiche. L’amministrazione intende inoltre rafforzare il collegamento tra porto, centro urbano e waterfront, favorire gli investimenti nella nautica e nella cantieristica e valutare il recupero dei trabucchi al Molo Sud.
Sul fronte urbanistico, il programma indica nella rigenerazione del patrimonio esistente e nella manutenzione programmata i criteri guida per il quinquennio. Tra gli interventi citati figurano il completamento della riqualificazione dell’ex Ballarin e di piazza Montebello, gli interventi su piazza Dante e San Pio X, il miglioramento del sottopasso di via Mare e il piano straordinario degli asfalti. In agenda anche la prosecuzione dell’iter del nuovo Piano urbanistico generale, il potenziamento dei percorsi ciclopedonali, nuove aree di parcheggio e opere per la difesa della costa nella zona Sentina.
Il documento affronta anche le criticità legate alla casa e all’invecchiamento della popolazione. L’amministrazione intende ampliare l’offerta di asili nido, introdurre misure di sostegno alla natalità e agli affitti e favorire l’autonomia abitativa dei giovani. Saranno inoltre esplorate soluzioni per aumentare la disponibilità di alloggi a canone calmierato o con contratti annuali, anche attraverso il confronto con l’Erap. Per le persone senza fissa dimora e per chi vive condizioni di esclusione sono previsti percorsi di accompagnamento all’autonomia, con il coinvolgimento di enti del terzo settore.
Sul versante della sicurezza, si punta a rafforzare la presenza della Polizia locale nei quartieri e nei luoghi considerati più sensibili, tra cui la stazione ferroviaria, l’area Caritas e il Ponterotto. Previsto anche l’aggiornamento della videosorveglianza, con la possibile introduzione di sistemi di videoanalisi e lettura targhe. Il programma contempla inoltre interventi più tempestivi contro il degrado, le infestazioni e l’abbandono dei rifiuti, oltre a una manutenzione coordinata di pinete e parchi urbani.
Tra le altre direttrici figurano il sostegno alle imprese e al commercio di vicinato, il recupero dei locali sfitti, lo sviluppo di spazi di coworking e hub per l’innovazione. Per la scuola e la formazione si prevede la riqualificazione degli edifici scolastici e degli impianti sportivi collegati, insieme alla promozione di nuovi corsi universitari e di percorsi formativi legati alle vocazioni economiche del territorio. Sul piano culturale, l’amministrazione intende avviare la progettazione di un Centro delle Arti, valorizzare il patrimonio museale e l’arte urbana e promuovere le candidature di San Benedetto a Capitale italiana del Libro e a Capitale italiana del Mare.
Un capitolo specifico riguarda infine il ruolo istituzionale della città, con l’obiettivo di rafforzarne il peso nei rapporti con Regione, Provincia e Comuni del comprensorio. Tra le iniziative indicate c’è il percorso per il riconoscimento di San Benedetto quale co-capoluogo di provincia. La sfida sarà trasformare gli indirizzi in interventi concreti. Il programma prevede il collegamento degli obiettivi al bilancio e agli strumenti di pianificazione dell’Ente, la ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei e la pubblicazione di cronoprogrammi per le opere più rilevanti.
Lo stato di attuazione dovrà essere verificato periodicamente, anche in occasione della verifica annuale prevista dallo Statuto, con una rendicontazione accessibile ai cittadini. Il documento riconosce le difficoltà economiche e sociali della città e avverte che il cambiamento richiederà risorse, competenze e tempi non immediati. La misura del mandato sarà dunque la capacità di tradurre le priorità annunciate in risultati verificabili.















