Un operaio edile di 59 anni è rimasto ferito in seguito al crollo di una parete all’interno di un cantiere di via Pretoriana, ad Ascoli Piceno. L’infortunio si è verificato nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 ottobre. Il lavoratore, dipendente di un’impresa subappaltatrice impegnata nell’intervento, è stato ricoverato in ospedale.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, suscitando la dura presa di posizione della Fillea Cgil. «Non ci sono parole per esprimere la nostra indignazione e rabbia per un infortunio che andava evitato», afferma il sindacato, che torna a chiedere un rafforzamento delle misure di prevenzione per scongiurare il ripetersi di simili episodi.
Tra le priorità indicate dalla categoria c’è il potenziamento dei controlli nei cantieri interessati dalla ricostruzione post-sisma del 2016, un settore nel quale sono impegnate migliaia di realtà operative. La Fillea Cgil sollecita verifiche puntuali sul rispetto delle norme, una formazione adeguata ed efficace per tutti i lavoratori e percorsi di aggiornamento permanente, affinché la prevenzione non resti soltanto sulla carta.
Particolare attenzione viene inoltre rivolta al ricorso al subappalto, considerando che il lavoratore coinvolto nell’incidente era impiegato proprio in un’impresa subappaltatrice. Per il sindacato, è necessario vigilare sull’intera filiera degli appalti, affinché la frammentazione delle attività non si traduca in una riduzione delle tutele, in controlli meno efficaci o in responsabilità poco chiare in materia di salute e sicurezza.
«La sicurezza non può essere considerata un costo da ridurre, né un semplice adempimento burocratico: è un diritto fondamentale che deve essere garantito sempre», sottolinea la Fillea Cgil, chiamando in causa imprese, committenti e soggetti preposti alla vigilanza.
L’obiettivo, ribadisce il sindacato, è intervenire prima che si verifichino gli incidenti, attraverso controlli efficaci, prevenzione e formazione continua. «Dietro ogni lavoratore c’è una persona, una famiglia, una vita», conclude la categoria, assicurando che continuerà a battersi per garantire il diritto a lavorare in sicurezza in ogni cantiere.















