La chiesa di Santa Maria in Lapide

 

La chiesa di Santa Maria in Lapide, nella frazione di Balzo di Montegallo, apre le porte ai cittadini per raccontare il percorso di recupero avviato dopo il terremoto del 2016. A dieci anni dalle scosse che hanno colpito il Piceno e il Centro Italia, il cantiere di restauro sarà visitabile in occasione delle aperture straordinarie promosse dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, nell’ambito della campagna del Ministero della Cultura “A dieci anni dal sisma (2016–2026)”.

L’iniziativa permetterà di conoscere da vicino gli interventi in corso e il lavoro delle professionalità impegnate nella tutela del patrimonio culturale danneggiato dal terremoto, attraverso visite guidate e momenti di approfondimento in luoghi normalmente non accessibili al pubblico.

La chiesa di Santa Maria in Lapide sorge su un nucleo originario anteriore al XIII secolo e conserva elementi architettonici di particolare interesse, tra cui una cupola ottagonale e un alto campanile a vela. L’edificio fu ampliato dai Benedettini tra il Quattrocento e il Cinquecento e successivamente trasformato negli anni Cinquanta del Novecento.

Le scosse del 2016 ne hanno determinato l’inagibilità, provocando il crollo della vela campanaria minore e un principio di ribaltamento di quella principale. La caduta dei conci ha danneggiato la copertura, favorendo infiltrazioni d’acqua, mentre ulteriori lesioni hanno interessato le murature e la cupola.

L’intervento in corso prevede il consolidamento delle murature, l’installazione di presidi contro il ribaltamento e la ricostruzione della vela minore con il recupero dei blocchi originari. Sono inoltre previsti il ripristino delle coperture e il recupero delle strutture lignee deteriorate. Le visite offriranno quindi l’opportunità di comprendere le operazioni necessarie per restituire sicurezza all’edificio, nel rispetto delle sue caratteristiche storiche e architettoniche.

«Le aperture straordinarie di quattro cantieri di restauro nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata rappresentano una preziosa occasione di dialogo tra le comunità e gli operatori addetti alla tutela, nel pieno delle attività di ricostruzione fisica in atto nei territori duramente colpiti dagli eventi sismici – sottolinea il soprintendente Giovanni Issini – I cittadini potranno immergersi nella realtà del cantiere di restauro e scoprirne le complessità, confrontandosi con funzionari, tecnici e maestranze, che illustreranno il lavoro svolto sul patrimonio culturale ferito dal sisma».

Il programma coinvolge anche Palazzo Filoni a Servigliano, la Collegiata della Santissima Annunziata a San Ginesio e il Deposito-Laboratorio di Restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona, dove sono custodite le opere recuperate dagli edifici danneggiati dal terremoto nelle Marche meridionali.

Le visite a Montegallo

Le aperture della chiesa di Santa Maria in Lapide sono previste sabato 24 e domenica 25 ottobre e sabato 7 e domenica 8 novembre 2026. Le visite guidate dureranno circa 45 minuti e saranno organizzate in sei turni giornalieri: alle 9.30, 10.30 e 11.30 al mattino, e alle 14, 15 e 16 nel pomeriggio.

La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria e un massimo di 20 persone per turno. Le prenotazioni saranno disponibili attraverso un apposito link a partire dal 20 ottobre.

Per il Deposito-Laboratorio della Mole Vanvitelliana di Ancona, le visite si svolgeranno esclusivamente il 24 e 25 ottobre, con turni specifici al mattino e, nella giornata di sabato, anche nel pomeriggio.

L’iniziativa si inserisce nel programma nazionale promosso dal Ministero della Cultura per ricordare il decennale del sisma attraverso il patrimonio danneggiato e il lavoro compiuto per la sua salvaguardia. Un’occasione per avvicinare le comunità agli interventi di messa in sicurezza, consolidamento e restauro e per mostrare come il recupero dei beni culturali rappresenti una componente importante della ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto.

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