L’impossibilità di accedere alle visite mediche attraverso il canale pubblico torna al centro del dibattito locale con una testimonianza diretta e amara. L’ennesimo cortocircuito della Sanità marchigiana riguarda questa volta un esame fondamentale per il monitoraggio e la prevenzione delle complicazioni legate al diabete: l’accertamento del Fundus Oculi.

 

Federico Falaschetti

A raccontare quanto accaduto è Federico Falaschetti, volto noto della politica locale ai tempi della Prima Repubblica e già alla guida della Usl 22 (ossia l’attuale Ast) come presidente dal 1981 al 1984. «In ospedale mi hanno prescritto una visita oculistica nell’ambito dei controlli per il diabete, ma non c’è alcuna possibilità di prenotarla attraverso il servizio sanitario pubblico. Nemmeno tra un anno. Ecco com’è ridotta la Sanità nelle Marche», denuncia con fermezza lo storico Socialista.

 

I tentativi di trovare una data utile si sono rivelati del tutto infruttuosi in più sedi. «Ho provato sia al Cup dell’ospedale che in via Romagna – prosegue Falaschetti – ma la risposta è stata sempre la stessa. Non si trova posto per l’esame del “Fundus Oculi” che, tra l’altro, è piuttosto rapido. L’11 ottobre 2027 dovrò tornare per un ulteriore controllo diabetologico portando il referto oculistico che, di questo passo, non potrò fare se non rivolgendomi al privato».

 

Senza alternative valide offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, la scelta obbligata resta dunque quella di ricorrere alle prestazioni a pagamento nel privato. Un quadro che solleva interrogativi di carattere generale sull’effettiva tenuta dell’assistenza pubblica. «Alla fine pagherò – conclude l’ex presidente della Usl 22 – ma mi chiedo: chi non può pagare come deve fare per curarsi? Sono davvero deluso e amareggiato per lo stato della Sanità di oggi, col Governo che, invece di investire in questo vitale settore, punta molto di più sulla Difesa».

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