L’abbraccio tra il papà di Andrea e alcuni amici

 

«La grande sofferenza di averlo perso, così presto e improvvisamente. Ma al tempo stesso la gratitudine di averlo conosciuto e per aver avuto la possibilità di trascorrere con lui momenti indimenticabili».

 

Queste le parole che hanno accompagnato i tanti ragazzi – tra amici, ex compagni di scuola e coetanei del territorio –accorsi stamattina in massa al momento dell’addio ad Andrea Cennerini, il 24enne rimasto vittima di un incidente stradale avvenuto a Villa Curti, nel territorio di Venarotta, nel pomeriggio dello scorso 19 ottobre.

 

Erano in diverse centinaia le persone presenti al rito civile che ha avuto luogo stamattina alla Sala del Commiato della Casa Damiani di Ascoli: talmente tante che vari proprietari delle automobili parcheggiate fuori sono stati chiamati più volte nel corso della celebrazione a spostare i propri veicoli, vista la difficoltà creatasi nella zona.

 

Alla presenza di un ancora costernato Fabio Salvi, primo cittadino del luogo in cui il giovane viveva con la famiglia e davanti ad una folla che è voluta essere presente per l’ultimo saluto a colui a cui è stato dedicato uno striscione all’ingresso, con parole come “Animo buono, sorriso stampato, non sarai dimenticato”, la cerimonia è stata di quelle difficili da sostenere emotivamente, nonostante tutti i presenti abbiano dimostrato una commozione nobile, trattenuta, mista al sorriso legato ai ricordi vissuti con Andrea.

 

A partire dalla famiglia, per tutto il tempo apparsa composta seppur divorata dallo strazio. «Vogliamo ricordare Andrea con quel che ci ha insegnato, cioè che la vita non deve essere sprecata, mai: lui che ci incitava sempre a fare e noi che non lo ascoltavamo abbastanza e che oggi faremmo qualsiasi cosa per starci insieme anche solo per un attimo», ha esordito nel suo discorso uno dei ragazzi che hanno voluto salutarlo nel corso del funerale: non uno qualsiasi ma il suo migliore amico, Andrea Canala.

 

«Tutti noi vogliamo ringraziare le due persone che, generando Andrea, ci hanno permesso di conoscerlo, Nazzareno e Gianna, mettendo al mondo una delle persone migliori che potessimo conoscere», ha aggiunto l’amico fraterno, tra gli applausi dei presenti.

 

Battiti di mano che sono arrivati dai corridoi, dalle scale della struttura, data la mole di persone affluite, sino all’uscita del feretro verso il cimitero. L’ultimo viaggio, pieno di calore, amore e vicinanza dopo quello terribile in cui con la sua Peugeot aveva trovato la morte.

 

«Per lui oggi c’è il sole, lui che con il suo ottimismo lo vedeva sempre anche quando non c’era», ha sussurrato una sua ex compagna di classe, che si è stretta forte con il papà di Andrea dopo la cerimonia.

 

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