Edifici scolastici da sistemare, aule troppo strette, infiltrazioni d’acqua, trasporti pubblici che non rispondono alle esigenze degli studenti e libri di testo sempre più costosi. È il quadro tracciato dai ragazzi di San Benedetto e dei comuni limitrofi, scesi in piazza per portare all’attenzione delle istituzioni i problemi che condizionano quotidianamente il loro percorso scolastico. Una protesta che intreccia le criticità del territorio con la contestazione delle politiche nazionali sull’istruzione, nell’ambito della campagna «Generazione Fuoriclasse», promossa dalla Rete degli Studenti Medi per rivendicare un diritto allo studio realmente garantito a tutti.
Il cuore della mobilitazione è stato piazza Matteotti, dove ieri mattina si è svolto un sit-in promosso da Robin Hood, nodo locale della Rete degli Studenti Medi. Al centro della manifestazione, lo striscione «Generazione Fuoriclasse – per un diritto allo studio garantito», accompagnato dalle bandiere della Rete e della Cgil. Non sono mancati cartelli e slogan di contestazione nei confronti del Governo, con messaggi ironici e provocatori affidati anche a pannelli di cartone e scritte sugli abiti.
Una mobilitazione che parte dai problemi concreti delle scuole del territorio, ma guarda anche alle scelte nazionali. Gli studenti contestano le nuove direttive sull’organizzazione delle classi, giudicate discriminatorie, e chiedono risposte sulle condizioni degli edifici, sull’adeguatezza dei collegamenti e sul peso crescente delle spese scolastiche per le famiglie.
In piazza era presente un dispositivo di sicurezza con pattuglie e agenti di carabinieri, polizia di Stato e Polizia locale. Anche il sindaco Nicola Mozzoni ha raggiunto il presidio per seguire lo svolgimento dell’iniziativa, che si è conclusa senza incidenti né turbative per l’ordine pubblico.
La vigilia, tuttavia, era stata segnata dalle preoccupazioni. Gli organizzatori avevano segnalato la circolazione sui social di messaggi che prospettavano possibili disordini durante la manifestazione. Secondo quanto riferito dagli stessi studenti, queste voci avrebbero alimentato un clima di apprensione, scoraggiando parte dei potenziali partecipanti e contribuendo a una presenza inferiore alle attese.
Il sit-in di piazza Matteotti rappresenta intanto una prima tappa di un percorso di mobilitazione destinato a proseguire. L’attenzione è già rivolta a venerdì 20 novembre, data indicata per il prossimo sciopero generale, quando gli studenti degli istituti superiori della zona intendono tornare a far sentire la propria voce.
Al centro, ancora una volta, la richiesta di una scuola più accessibile, sicura e capace di garantire pari opportunità, indipendentemente dalle condizioni economiche delle famiglie.


















