Un nemico minuscolo, capace di mettere in ginocchio uno dei simboli più riconoscibili del paesaggio sambenedettese. La cocciniglia tartaruga continua a rappresentare una seria minaccia per il patrimonio arboreo della Riviera, tanto da spingere il Comune a intensificare le contromisure. La posta in gioco è alta: la sopravvivenza dei pini domestici, presenza caratteristica delle pinete e del verde urbano, esposta al rischio di deperimento a causa della rapida diffusione dell’insetto.

 

A delineare il quadro è la stessa amministrazione comunale, che nella determina del 27 ottobre parla esplicitamente della gravità dell’infestazione e del pericolo per i Pinus pinea presenti sull’intero territorio cittadino. Da qui la decisione di estendere le cure ad altri 300 esemplari, con un investimento di 10.980 euro, Iva compresa.

 

L’operazione arriva dopo un primo lotto di trattamenti eseguito nel corso del 2026 su circa 130 pini. Ora il piano prosegue con l’affidamento alla società GEA Trattamenti Endoterapici, con sede a Sona, in provincia di Verona, per un intervento dal costo unitario di 30 euro a pianta, oltre all’imposta sul valore aggiunto.

 

Non si tratta di una semplice operazione di manutenzione del verde. Il documento comunale sottolinea la necessità di completare il trattamento sulle alberature limitrofe, adottando un protocollo uniforme e coordinato. L’obiettivo è evitare che l’infestazione si ripresenti attraverso il cosiddetto reinfestamento incrociato tra alberi vicini, vanificando gli effetti delle cure già effettuate.

 

La tecnica scelta è quella dell’endoterapia, che consente di somministrare il prodotto direttamente all’interno della pianta. Saranno utilizzati il «Nuovo Metodo Corradi» e il sistema «Arbocap», già impiegati nel primo lotto. Il prodotto indicato nell’atto è il Vargas, a base di abamectina, autorizzato per l’impiego fitosanitario e destinato al contrasto della cocciniglia tartaruga. La determina segnala anche la sua efficacia contro eventuali infestazioni di processionaria del pino.

 

Una delle numerose pinete presenti in città

Gli uffici giustificano la scelta di procedere con urgenza anche con la necessità di intervenire nella fase più appropriata dello sviluppo della pianta e dell’insetto. La continuità metodologica e la conoscenza dello stato dell’infestazione nelle pinete comunali sono gli altri elementi indicati per accelerare le operazioni.

 

Il provvedimento assicura inoltre che, grazie alla tecnica utilizzata, vengono annullati i rischi di esposizione per operatori e cittadini e la dispersione del prodotto nell’ambiente durante il trattamento.

 

La somma stanziata sarà prelevata dal capitolo destinato alla manutenzione ordinaria del verde pubblico. Resta, tuttavia, un dato che pesa sul futuro del patrimonio arboreo cittadino: l’intervento riguarda complessivamente altri 300 alberi, dopo i circa 130 già trattati, mentre il Comune descrive il fenomeno come una minaccia estesa all’intero territorio.

 

La battaglia contro la cocciniglia tartaruga entra dunque in una nuova fase. La sfida è proteggere i pini prima che il progressivo deperimento comprometta ulteriormente un patrimonio verde che caratterizza l’identità stessa di San Benedetto. La determina, però, non indica quali siano le singole aree interessate dai nuovi trattamenti né fornisce una stima del numero complessivo di pini infestati in città.

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