di Stefania Mistichelli

Un tour virtuale per aiutare i bambini più piccoli a mantenere un contatto con le loro maestre e con i luoghi per loro familiari prima della chiusura, per Covid, di tutte le strutture educative. L’idea è di Annalisa Firmani, presidente e coordinatrice pedagogica della cooperativa “Il Sorriso” (che fa parte del Consorzio “Il Picchio”) che gestisce, tra i tanti servizi, l’asilo nido “Facciamo Centro” a Castel di Lama.

Un’immagine del tour virtuale

«Si tratta di un tour virtuale che si realizza con Google, come quello che fanno anche tanti musei. Noi gestiamo i servizi 0-3 – spiega laFirmani – e abbiamo pensato a quale poteva essere l’attività educativa a distanza più adatta per i più piccoli, una piattaforma che potesse ricostruire il più possibile il concetto di realtà concreta con cui il bambino era abituato ad interagire insieme noi».

«Prendere una piattaforma come si fa con i più grandi, inserendo contenuti sganciati dai luoghi, non ci sembrava la soluzione giusta -continua-. I piccoli sono molto legati ai luoghi, alle stanze, ai materiali. In questi tour virtuali possono rientrare nelle loro aule, posso rivedere il loro angolo preferito, il loro posto a tavola, il loro pupazzetto preferito, la loro copertina. Cliccando sui pulsanti, si apre il viso della propria maestra che fa un saluto e magari canta la loro canzone preferita. Abbiamo aggiunto anche alcuni pulsanti in cui le maestre danno consigli alle famiglie sulle routine».

Asilo pre-Covid

Un’iniziativa che ha sorpreso positivamente famiglie e bambini. «Abbiamo avuto feedback dalle famiglie davvero commoventi, perché è una modalità molto immertiva -ribadisce la Firmani – e per i bambini è un’esperienza forte perché, essendo molto piccoli,  pensano per davvero che la maestra stia a scuola e interagisca con loro: le mamme ci dicono che parlano con il telefono, guardano i loro cuscini e i luoghi preferiti. Inoltre – aggiunge – è una piattaforma che tutela la privacy, nel senso che i genitori hanno un link con la password, ma non devono mettere contenuti propri per accedere. Naturalmente nel tour manca l’interazione, che gestiamo a tu per tu con le famiglie».

Il tour virtuale è da qualche giorno disponibile sul sito facciamocentroap.it. «Inizialmente l’avevamo condiviso solo con le famiglia – va avanti – poi abbiamo deciso di metterlo sul sito, anche pensando al futuro. Per esempio, nell’ottica di future iscrizioni, il genitore potrà visitare virtualmente i locali, le sezioni, i progetti, traendo anche tante informazioni. Infatti, ogni volta che si apre una stanza, oltre ai pulsanti, si possono trovare anche le informazioni pedagogiche sulla funzionalità della stanza stessa, su come noi la gestiamo. Inoltre, dopo l’emergenza, si potrà continuare ad utilizzare anche per facilitare gli inserimenti nel mondo della disabilità».

«Infatti, per esempio, puoi preallertare un bambino autistico che non puoi portare il primo giorno di scuola quando c’è confusione e non conosce corridoi e stanze, con il rischio che abbia delle crisi -conclude la Firmani-. Il preallertamento è efficace come ambientamento per le fasce deboli: per le disabilità, per i bambini molto piccoli, anche per gli anziani, cioè per quelle fasce molto fragili che si disorientano con i cambiamenti e che vivono con paura le cose nuove. Con il tour virtuale puoi esplorare, sapere cosa e chi troverai e la mente si abitua, dandoti senso di controllo, in modo che quando andrai in struttura la troverai familiare».

 

 

 

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