Frode alimentare: è questo il capo d’imputazione a carico di un autotrasportatore del latte, nel mirino della Procura della Repubblica di Ascoli secondo la quale l’uomo, addetto al trasferimento del latte da una cooperativa di Amandola (Fermo) alla Cooperlat Trevalli, con sede a Jesi (Ancona), avrebbe allungato il prodotto con l’acqua.
A far partire le indagini, a marzo 2021, coordinate dal procuratore capo Umberto Monti e dal sostituto Mara Flaiani e portate avanti dai carabinieri del Nas di Ancona, la segnalazione di un ex carabiniere che per primo aveva capito – stando a quanto riporta l’agenzia Ansa – che «il camion era dotato di un meccanismo tale da permettere, attraverso botole a scomparsa azionate all’occorrenza, di allungare il latte con l’acqua», appunto.
Sempre da come riferisce l’Ansa, «l’autotrasportatore avrebbe ammesso l’esistenza di una sorta di doppiofondo nella cisterna che consentiva attraverso un telecomando, di azionare il meccanismo in grado di far confluire acqua nel latte, con una tempistica che permetteva di eludere i controlli. Il sistema è stato rilevato anche dall’incidente probatorio disposto dalla Procura di Ascoli sulle due autocisterne sequestrate all’autotrasportatore».
Nella vicenda, il Gruppo Cooperlat, in una nota diffusa dall’avvocato Antonio Squillace, consulente legale dell’azienda, per mezzo dell’Ansa, si è definito «esclusivamente parte lesa. Ad ogni modo si rimarca che tutti i siti produttivi facenti capo al Gruppo Cooperlat sono riconosciuti ai sensi del Regolamento 853/2004 e, conseguentemente, sono soggetti, sulla base della valutazione del rischio, a monitoraggio continuo (audit e controlli ufficiali) da parte delle Autorità competenti come previsto dal Regolamento 625/2017. Oltre a ciò, annualmente, a tutela della salute e sicurezza del consumatore, vengono condotti audit svolti da professionisti incaricati da organismi di certificazione indipendenti ed accreditati con lo scopo di controllare l’intero sistema. Inoltre all’attività periodica effettuata dalle varie Autorità competenti, il Gruppo Cooperlat aggiunge quotidianamente nei suoi siti produttivi, in fase di accettazione delle materie prime e durante tutta l’attività di produzione, rigidi controlli nel rispetto delle procedure interne che definiscono i parametri tecnici e qualitativi del prodotto fabbricato da immettere poi sul mercato. Attività – continua la nota – hanno determinato il raggiungimento di elevati obiettivi sulla base di schemi riconosciuti a livello internazionale, premiando i prodotti fabbricati dalle diverse aziende del Gruppo per la loro elevata qualità e l’attenzione verso i consumatori.
Proprio l’alto standard dei controlli ha permesso di appurare la non conformità del prodotto in entrata, evitandone l’avvio alla lavorazione».
L’avvocato conclude: «Non verrà tollerata alcuna distorsione o speculazione da parte di chiunque per diversi interessi e/o utilità».














