Il Piano d’ambito allo studio dell’Ata va rimodulato con un ridimensionamento dei rifiuti che arrivano nel Piceno. Relluce come punto fermo per il biodigestore, a controllo pubblico con il coinvolgimento degli altri comuni. Ridurre la produzione di rifiuti e abbancamenti con progetti che prevedono la digitalizzazione delle isole ecologiche e tariffe ridotte per differenzia di più.

 

Sono i temi si cui si è dibattuto ad Ascoli nel corso del Consiglio comunale aperto, come da tempo richiesto dalle opposizioni. Un’assise particolare quella che si è svolta nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani, a poche ore dal bubbone scoppiato con lunga lista di indagati della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Ancona destinata ad avere un lungo seguito, quantomeno per il rilevante numero (22) di persone indagate tra imprenditori, politici e anche esponenti delle Forze dell’ordine.

 

Per quanto riguarda l’ormai famigerata “vasca zero”, che tira in ballo i comuni, e rispettivi sindaci, di Appignano del Tronto, Castel di Lama e Castignano – secondo cui avrebbe accolto un milione di tonnellate di rifiuti – c’è un’osservazione della Regione (l’assessore Castelli), poi il sindaco Fioravanti ha ripercorso le varie tappe annunciando la costituzione di un “osservatorio sui rifiuti” con la partecipazione delle associazioni.

 

«Il nostro indirizzo – le parole di Fioravanti –  è stato sempre di puntare su Relluce con controllo pubblico della gestione dei rifiuti, contrari quindi alle discariche private. Come indica anche la Regione (intervento in aula dell’assessore Guido Castelli, ndr), proporremo di puntare sul polo unico di Relluce con un dimensionamento che definirà l’Ata per lo smaltimento e per il biodigestore con bioparco. L’Ata deve entrare in questo progetto come socio, coinvolgendo i comuni rafforzeremo il controllo pubblico. Con i progetti condivisi legati al Pnrr ridurremo smaltimenti e abbancamenti. Stop al passaggio dei camion a Monticelli e Poggio di Bretta, bonifica dell’Ipgi e battaglia contro i rifiuti pericolosi sul territorio».

 

Il presidente della Provincia Sergio Loggi, presente, ha preso l’impegno di rimodulare il Piano che ha trovato quando si è insediato a Palazzo San Filippo. Una decisione questa che viene definita oggi, martedì 22 marzo, nel corso di un’assemble ristretta proprio dell’Ata.

 

Al Consiglio comunale, essendo aperto, sono intervenute diverse persone ed hanno preso la parola consiglieri di maggioranza e minoranza, esponenti di sindacati e associazioni e la parlamentare ascolana Rachele Silvestri.

 

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