Dopo il film su Giulietta e Romeo di Zeffirelli arriva quello di… Tomei. Al Bentegodi un film tutto bianconero, visto e rivisto la scorsa stagione. L’Ascoli cambia teatro e palcoscenico, ma suona allo stesso modo. Insomma, la musica è la stessa.

Esordire con una vittoria, per di più in trasferta, è il massimo, specie per una neopromossa contro una squadra che solo alcuni mesi fa giocava in Serie A. Contro il Verona le gambe dei bianconeri non hanno tremato. Anzi.

Nei primi venti minuti nessun tiro in porta: Vitale e l’ex Leali, ovvero i due portieri, restano a guardare. I padroni di casa si fanno notare solamente per la prestanza fisica: l’arbitro permette ai difensori scaligeri di picchiare come fabbri. Ne sanno qualcosa D’Uffizi e Chakir.

I bianconeri rispondono come sanno, con geometrie e la propria filosofia di gioco. Il vantaggio del Verona è frutto di un piccolo eccesso di sicurezza della retroguardia bianconera.

La squadra di Tomei non si scompone neanche davanti alla cervellotica decisione dell’arbitro, che vede un rosso da far infuriare anche il toro dell’arena di Malaga. Un arbitro, Di Loreto, che forse era meglio se andava a… Loreto.

Fortunatamente, in Serie B non ti devi giocare le carte perché c’è l’occhio vigile del Var che smentisce il direttore di gara. Si va al riposo sotto di un gol, ma tutti sono tranquilli.

 

Nella ripresa l’Ascoli ritarda a entrare in campo, ma quando lo fa prende in mano le redini del gioco. In tre minuti effettua il ribaltone grazie ai gol di Silipo, abile a infiltrarsi nella statica retroguardia avversaria, e D’Uffizi, che con la solita finta e il solito tiro realizza il… solito gol. Un gol in fotocopia, visto e rivisto la scorsa stagione.

Poi, fino al triplice fischio, inizia la “sagra degli errori”. Da una parte quelli dei bianconeri in fase di disimpegno; dall’altra quelli dei gialloblù in fase conclusiva.

C’è anche il portiere Vitale che, in un paio di occasioni, ci mette… una pezza. Poi, dove non ci arriva l’estremo bianconero, ci pensa Rizzo, quello senza pinna.

Il triplice fischio è liberatorio ed esplode la gioia dei 66 tifosi dell’Ascoli che hanno potuto essere presenti allo stadio perché residenti in comuni diversi da quelli esclusi.

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