Controlli in mare e un attrezzo da pesca finito sotto sequestro. È l’esito di un’attività di vigilanza svolta dalla Guardia costiera di San Benedetto, che nei giorni scorsi ha individuato un cogollo collocato in una zona nella quale il posizionamento di attrezzi da pesca è vietato.

 

Il controllo è stato effettuato dal personale della Capitaneria di Porto impegnato a bordo del mezzo ispettivo B 183. Durante l’attività è stata individuata la presenza dell’attrezzo, risultato privo di qualsiasi elemento identificativo relativo all’unità, alla licenza o all’autorizzazione di pesca. Il cogollo si trovava inoltre in un’area sottoposta a particolari limiti in fatto di pesca.

 

Una vedetta della Guardia Costiera

Ma cos’è, esattamente, un cogollo? Si tratta di una trappola da pesca realizzata con una rete, generalmente costituita da una bocca d’ingresso e da una serie di camere successive, dalla forma conica o a imbuto. La particolare conformazione permette al pesce di entrare, incanalandolo progressivamente verso la parte terminale, ma rende difficile la fuoriuscita. È un attrezzo tradizionale della pesca artigianale, utilizzato soprattutto in acque basse e negli ambienti lagunari.

 

Nel caso accertato dalla Guardia Costiera sambenedettese, l’attrezzo era però privo di qualsiasi elemento identificativo e, al momento del ritrovamento, non conteneva pescato. Gli uomini della Capitaneria hanno quindi proceduto al recupero e al sequestro amministrativo del cogollo. Il responsabile della violazione non è stato individuato e nel verbale viene indicato come ignoto.

 

Per la violazione contestata sono state richiamate le disposizioni dell’ordinanza 17/2025 e del decreto legislativo numero 4 del 2012. Il verbale indica una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 6.000 euro, con 2.000 euro come importo previsto per il pagamento in misura ridotta, oltre alle sanzioni accessorie previste dalla normativa. Somma che sarà difficilmente incassabile, considerando che difficilmente il proprietario di quell’attrezzatura fuori-legge si farà avanti.

 

In ogni modo, l’attrezzo è stato preso in consegna dai militari, con l’apposizione dei relativi contrassegni di sequestro. Un intervento circoscritto che dimostra comunque quanto resta alta l’attenzione della Capitaneria di porto nel verificare il rispetto delle disposizioni che regolano l’utilizzo e il posizionamento degli attrezzi da pesca lungo il tratto di mare di competenza.

 

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