Un macabro e insolito ritrovamento ha sorpreso passanti e residenti lungo il litorale settentrionale di San Benedetto. Nella giornata di ieri, a pochi metri dalla battigia, è stata avvistata la carcassa di un cinghiale restituita dalle onde. Immediata la chiamata alla Capitaneria di porto, che è intervenuta per mettere in sicurezza la zona, delimitando il tratto di sabbia interessato con i nastri della Guardia Costiera.
L’animale è rimasto sull’arenile per tutta la notte all’interno del perimetro transennato. Il recupero è stato programmato per la mattinata di oggi, quando gli incaricati del servizio preposto si occuperanno di rimuovere i resti e provvedere al successivo smaltimento. Le ragioni che hanno portato l’esemplare in mare restano al momento incerte: diverse le ipotetiche dinamiche al vaglio, ma nessun elemento consente ancora di stabilire con certezza da dove arrivasse la carcassa prima di finire sul litorale piceno.
L’episodio solleva in ogni caso riflessioni sul continuo e problematico avvicinamento della fauna selvatica alle zone costiere e urbanizzate, un fenomeno che negli ultimi anni si ripropone con frequenza e con modalità sempre più imprevedibili.
La presenza del cinghiale sull’arenile non manca di creare disagio ai bagnanti e ai passeggiatori che, pur in pieno settembre e con temperature ormai autunnali, continuano a frequentare la spiaggia per le tradizionali camminate sul bagnasciuga. La vista dell’area recintata dai nastri della Guardia Costiera interrompe bruscamente la tranquillità della passeggiata, generando inevitabile perplessità e un senso di spiazzamento tra i frequentatori.
Nonostante il clima fresco della stagione contenga le problematiche olfattive, l’impatto visivo sgradevole e la vista dei resti sul bagnasciuga finiscono comunque per rovinare l’atmosfera di relax, sollevando inevitabili polemiche sulla tempestività delle operazioni di pulizia e ripristino del decoro dell’arenile.















