La possibile elevazione del Commissariato di San Benedetto del Tronto a Commissariato di primo livello torna al centro del confronto con il Ministero dell’Interno. Nei giorni scorsi il Sap della provincia di Ascoli Piceno ha incontrato l’onorevole Emanuele Prisco, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, al quale il sindacato ha rappresentato le principali criticità che interessano il territorio provinciale.

D’Eramo e Prisco
«Abbiamo rappresentato senza giri di parole le principali criticità che interessano il nostro territorio – spiega il segretario provinciale del Sap Massimiliano d’Eramo, indicando tra le priorità la situazione degli organici -. Da tempo denunciamo le carenze degli organici della provincia, una situazione che rischia di incidere pesantemente sulla capacità operativa degli uffici e, conseguentemente, sulla sicurezza dei cittadini e sulle condizioni di lavoro dei nostri colleghi».
Nel corso del confronto è stata posta con forza anche la questione del Commissariato di San Benedetto del Tronto e della sua elevazione a primo livello. «È una richiesta che riteniamo non più rinviabile alla luce dell’importanza strategica che riveste quel territorio», sottolinea d’Eramo.
Secondo quanto riferito dal Sap, Prisco ha ascoltato direttamente le osservazioni e ha manifestato attenzione e disponibilità rispetto alle problematiche rappresentate. Il sottosegretario avrebbe inoltre espresso l’intenzione di tenere nella dovuta considerazione le esigenze della provincia di Ascoli Piceno in occasione delle prossime movimentazioni del personale.
Ed è proprio sul futuro del Commissariato sambenedettese che sarebbe arrivata l’indicazione più significativa. L’elevazione a primo livello potrebbe essere inserita nel prossimo Atto Ordinativo Unico, la cui emanazione è prevista tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.
D’Eramo, però, invita a non considerare l’ipotesi come un risultato già acquisito. «Come Sap, non confondiamo una disponibilità con un risultato già acquisito. Le parole hanno valore quando vengono seguite dai fatti – afferma il segretario provinciale -. Per questo continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione, verificando che agli impegni e alle interlocuzioni istituzionali seguano provvedimenti concreti».
Una posizione che il Sap inserisce nella propria linea sindacale. «Il nostro modo di fare sindacato è questo: rappresentare i problemi, confrontarci con le istituzioni e pretendere risposte, senza polemiche inutili e senza rincorrere nessuno», ribadisce d’Eramo.
Il segretario provinciale conclude sottolineando il peso delle esigenze del territorio: «La provincia di Ascoli Piceno non chiede privilegi. Chiede ciò che le spetta in rapporto alle proprie esigenze di sicurezza». E aggiunge: «Dietro ogni numero in pianta organica ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza del territorio».














