La chiesa di San Francesco di Arquata

Un nuovo passo nel percorso di ricostruzione del patrimonio storico e religioso di Arquata del Tronto. La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro e il risanamento conservativo della chiesa di San Francesco, nella frazione Borgo, gravemente danneggiata dal terremoto del 2016 e dagli eventi successivi. L’investimento previsto ammonta a 3.798.053 euro.

L’edificio religioso fa parte di un antico complesso conventuale francescano fondato nella seconda metà del XIII secolo lungo la via Salaria. Il sisma e le eccezionali nevicate del gennaio 2017 hanno provocato danni rilevanti, tra cui il crollo della copertura e del soffitto ligneo, il cedimento di parte del muro di spina interno e il collasso di una porzione della struttura che separa il presbiterio dalla Cappella Bucciarelli.

Il progetto punta al recupero complessivo del monumento attraverso il consolidamento delle strutture rimaste in piedi, la ricostruzione delle parti crollate e il restauro degli elementi architettonici e artistici conservati all’interno della chiesa. Un intervento che assume un significato particolare nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

«Si tratta di un intervento molto atteso, che rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di recupero del patrimonio storico, culturale e religioso di Arquata, uno dei territori più colpiti dal sisma – afferma il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – Il progetto approvato punta al recupero integrale del bene monumentale attraverso il consolidamento delle strutture superstiti, la ricostruzione delle parti crollate e il restauro delle finiture storiche e delle opere artistiche presenti all’interno della chiesa. Ringrazio il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione guidata dal presidente Acquaroli ma soprattutto gli arquatani che tanto sono legati a questo luogo e che attendevano questo passaggio nodale».

Soddisfatto anche il sindaco Michele Franchi, che sottolinea il valore storico e identitario dell’edificio.

«La chiesa di San Francesco rappresenta un baluardo importante del nostro territorio e un monumento di notevole pregio. Al suo interno custodisce preziosi affreschi e, soprattutto, un estratto originale della Sacra Sindone, testimonianza di straordinario valore religioso e storico che rende questo luogo ancora più significativo. Il risanamento e il ripristino della chiesa rappresentano quindi una notizia importante per Arquata e per tutta la comunità».

Il primo cittadino evidenzia inoltre la necessità di affiancare al recupero della chiesa anche quello dell’ex convento. «È importante procedere anche alla ricostruzione delle abitazioni dell’ex complesso attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Un progetto complessivo potrebbe diventare una grande opportunità per Arquata, consentendo di salvaguardare il patrimonio storico e restituire vita a questi spazi».

Tra gli interventi previsti figurano il ripristino della continuità muraria, la ricostruzione delle porzioni crollate con tecniche compatibili con l’edificio storico, il recupero delle catene metalliche esistenti, il consolidamento delle fondazioni, la ricostruzione della copertura in legno, il recupero del campanile a vela e il rinforzo degli archi della parete centrale mediante sistemi innovativi.

Particolare attenzione sarà riservata anche agli elementi storico-artistici custoditi nella chiesa, tra cui l’altare lapideo con il dipinto attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice, le decorazioni pittoriche superstiti, gli stucchi e gli elementi lapidei sopravvissuti al terremoto e ai successivi crolli.

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