La spiaggia sambenedettese nella mattinata di domenica 20 settembre

Sarà con una Fondazione partecipativa che 11 Comuni della riviera e dell’hinterland piceno cercheranno di costruire le solide basi della gestione in ambito turismo.

 

Il tema è quello della Dmo, cioè la Destination management organization, che l’attuale Amministrazione sambenedettese, guidata da Nicola Mozzoni, intende realizzare per mettere insieme le risorse dell’accoglienza in un sistema integrato e funzionale all’economia del territorio, facendo leva sui punti di forza, le eccellenze, l’interdipendenza delle differenti località che costituiscono il sud delle Marche.

 

Con una recente determina, il Comune di San Benedetto specifica di aver «promosso, a partire dal 2024, il percorso partecipativo denominato “Costruire una Destination management organization sostenibile, accessibile e innovativa: strategia di sviluppo per il turismo del futuro nel territorio del Piceno”, articolato in workshop, appuntamenti istituzionali a attività di capacity building, dal quale sono scaturiti il Documento di intenti, il Documento strategico e la Carta dei valori».

 

Quindi viene specificato che «al percorso hanno aderito al momento undici Comuni del territorio, e precisamente: San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Monteprandone, Offida, Ripatransone, Spinetoli, Acquaviva Picena, Monsampolo del Tronto, Montefiore dell’Aso e Massignano, con l’obiettivo di creare una governance turistica integrata tra riviera e borghi dell’entroterra».

 

Ed ecco il passaggio chiave: «Dagli approfondimenti tecnico-giuridici e amministrativi svolti nell’ambito del percorso è emersa la scelta della Fondazione di partecipazione, quale forma giuridica più idonea per la costituenda Dmo, in quanto struttura non lucrativa, aperta alla pluralità dei conferenti, idonea a coniugare stabilità patrimoniale, partecipazione dei soci e flessibilità gestionale».

 

Questo percorso, insomma, dovrebbe dar vita a un modello manageriale composto da soggetti pubblici e privati, che si occuperanno di ideare e attuare, tra le altre cose, forme di marketing territoriale e sviluppo di progetti strategici. L’ipotesi attuale è di attribuire alla struttura comune una dotazione patrimoniale iniziale e, successivamente, contributi periodici.

 

Per generare la Fondazione però serve un supporto tecnico e professionale esterno che aiuti a definire il modello di Dmo, redigere l’atto costitutivo della Fondazione stessa, individuare una road map economico-finanziare per avviare la struttura di governance. Questi servizi sono appena stati assegnati a una società di Milano per una spesa di 22.500 euro. Somma che è stata impegnata dal Comune di San Benedetto come anticipazione della quota partecipativa.

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