C’è un filo blu che da cinquant’anni parte dalla banchina, attraversa il porto e si perde all’orizzonte per poi tornare ogni giorno a terra. A San Benedetto il mare non è soltanto un elemento paesaggistico, ma lavoro, identità e storia condivisa. Su questa trama la Capitaneria di Porto ha costruito mezzo secolo di vita e di presenza vigile sul territorio, celebrando il cinquantesimo anniversario dalla sua istituzione con una giornata di festa, memoria e prospettive future.

 

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Le celebrazioni si sono aperte nel piazzale del Comando con gli onori militari e un pensiero rivolto alle vittime del mare. Successivamente la scena si è spostata al vicino Circolo Nautico Sambenedettese, trasformato nel palcoscenico naturale per un’articolata esibizione aeronavale. Davanti agli occhi entusiasti di studenti e cittadini, la Guardia Costiera ha mostrato il proprio braccio operativo: una moto d’acqua, tre battelli e l’elicottero “Nemo 20” giunto dalla base aeromobili di Pescara si sono alternati in manovre di controllo e soccorso.

 

Ad arricchire la cornice dell’evento, la presenza in banchina della “Gipsea”, storica prima imbarcazione a vela della Guardia Costiera, e del pattugliatore d’altura “Nave Alfredo Peluso” (CP 905), unità impegnata nel Mediterraneo in operazioni di ricerca, soccorso e vigilanza pesca. La nave rimarrà ormeggiata davanti alla sede marittima e aperta alle visite della cittadinanza (sabato e domenica, ore 10-12 e 15-18), prima delle imminenti Giornate FAI d’Autunno che il 10 e 11 ottobre vedranno la sede stessa della Capitaneria schiudere le proprie porte ai visitatori.

 

A sottolineare il valore del traguardo è intervenuto il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, l’ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, affiancato dal direttore marittimo delle Marche, l’ammiraglio ispettore Massimo Seno.

 

«Da presidio nato attorno alla gestione portuale e alla grande marineria peschereccia – ha evidenziato l’ammiraglio Liardo – questo Comando ha progressivamente allargato competenze e responsabilità, accompagnando le mutazioni del territorio e del Paese intero. Dalla legge sulla difesa del mare del 1982 all’organizzazione del sistema nazionale di ricerca e soccorso nel 1994, oggi la Capitaneria opera in un contesto articolato dove convivono pesca, cantieristica, risorse offshore, turismo e diporto».

 

La “Nave Peluso”, ormeggiata davanti alla Capitaneria di porto sambenedettese

Raccolto il testimone, il comandante della Capitaneria sambenedettese Giuseppe Quattrocchi ha puntato lo sguardo sulle sfide di domani: «Celebrare questa data significa assumersi la responsabilità di custodire ciò che abbiamo ricevuto per proiettarci con fiducia verso il futuro del porto. Nonostante le difficoltà che attanagliano il settore ittico, aggravate dai recenti rincari energetici, il nostro scalo deve saper esprimere una pluralità di funzioni – dalla cantieristica al diporto – all’interno di una cornice sostenibile e di tutela dell’ambiente marino».

 

Tra i momenti più toccanti della giornata, la reunion dei tanti ex comandanti che hanno retto il compartimento piceno dal 1976 a oggi. Tra questi, gli ammiragli Salvatore Giuffrè, Giuseppe Magliozzi, Nicola Carlone (già comandante generale del Corpo e cittadino onorario sambenedettese), Michele Castaldo e i capitani di vascello Sergio Lopresti, Gennaro Pappacena, Mauro Colarossi, Marco Mancini fino alla recente guida del capitano di fregata Alessandra Di Maglio.

 

Un commosso ricordo è stato rivolto ai comandanti scomparsi e in particolare all’ammiraglio Franco De Martino, primo storico comandante nel triennio 1976-1979. Attraverso una lettera inviata dal fratello ultracentenario Renzo, è riemerso il viscerale legame che il primo capitano di porto nutriva per San Benedetto: «Franco parlava sempre con tenerezza e nostalgia di questa città, del suo civismo e dell’accoglienza straordinaria della sua gente».

 

Le celebrazioni si sono completate con l’inaugurazione alla Palazzina Azzurra della mostra storico-fotografica sulla Capitaneria, affiancata dall’esposizione dedicata alla figura dell’Ammiraglio Agostino Straulino.

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