San Benedetto guarda al futuro e immagina un modello di accoglienza al passo con i tempi, capace di intercettare il fenomeno globale dei cosiddetti “nomadi digitali”. L’idea di trasformare la Riviera delle Palme in una meta ambita per professionisti e lavoratori da remoto è stata infatti messa nero su bianco nel programma elettorale del sindaco Nicola Mozzoni, pubblicato tra i documenti amministrativi delle consultazioni dello scorso maggio. L’obiettivo tratteggiato è quello di realizzare infrastrutture dedicate allo smart working, affiancate da hub per l’innovazione e moderni spazi di coworking. Tuttavia, per il momento si tratta ancora di una proposta programmatico-elettorale che non costituisce un indirizzo di governo ufficiale.

 

La bozza del Programma di mandato dell’amministrazione Mozzoni è attualmente in fase di affinamento dopo le prime verifiche di maggioranza. A scandire la tabella di marcia è lo stesso Statuto comunale, il quale prevede che entro quattro mesi dalla prima seduta consiliare, celebrata il 13 giugno scorso, il primo cittadino debba trasmettere le linee programmatiche al presidente del Consiglio per poi passare all’approvazione entro il mese successivo. La scadenza naturale cade dunque per questo autunno: periodo entro il quale la massima assise cittadina sarà chiamata a esaminare e votare l’atto a maggioranza assoluta. Solo dopo questo passaggio formale si comprenderà se e come l’ipotesi dei nomadi digitali entrerà stabilmente nelle politiche dell’ente per i prossimi cinque anni.

 

Una panoramica di San Benedetto

Intercettare questo nuovo flusso turistico rappresenterebbe per la città un’opportunità strategica di destagionalizzazione. Come evidenziato anche dalle analisi dell’Ocse, il lavoratore a distanza non cerca una semplice camera d’albergo per la settimana di Ferragosto, ma seleziona la propria destinazione in base alla qualità della vita e alla presenza di servizi efficienti, potendo soggiornare anche in mesi tradizionalmente meno affollati come aprile, maggio o novembre. Questa categoria comprende una platea molto vasta di professionisti, dai creativi agli informatici, fino ai dipendenti aziendali che godono della massima flessibilità organizzativa.

 

Per diventare realmente attrattiva, San Benedetto dovrebbe puntare in primis sulle infrastrutture digitali. Banda ultralarga, reti 5G capillari, bassa latenza e connessioni pubbliche ad alte prestazioni nei punti chiave come il centro, la zona portuale e la fascia costiera costituiscono le fondamenta indispensabili per garantire l’operatività quotidiana di chi lavora online. A questo si aggiungerebbe la creazione di spazi di coworking da ricavare eventualmente da immobili comunali inutilizzati o attraverso sinergie con i privati, offrendo soluzioni flessibili accessibili per una giornata o per un mese intero.

 

L’elemento di forza della Riviera resterebbe comunque la qualità della vita al di fuori dell’orario lavorativo. In quest’ottica il mare, il clima mite e la rete di piste ciclabili diventerebbero parte integrante dell’offerta complessiva, lasciando persino ipotizzare la nascita di postazioni di lavoro all’aperto e ombreggiate dislocate lungo il litorale.

 

Una simile visione richiederebbe però un’azione amministrativa trasversale capace di coinvolgere turismo, urbanistica, patrimonio, mobilità e sviluppo economico, al fine di garantire anche un mercato immobiliare orientato ai soggiorni di medio termine e un sistema di trasporti adeguato. Per ora la prospettiva resta una suggestione di grande interesse, in attesa che il Palazzo comunale stabilisca se il lavoro agile davanti al mare diventerà una vera priorità della programmazione cittadina.

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