L’ennesima rissa nel centro storico, questa volta in Piazza del Popolo, non è soltanto un episodio di cronaca. È un segnale che riporta l’attenzione su una situazione più ampia, che riguarda sicurezza, commercio, degrado e decoro. Per il consigliere comunale Gregorio Cappelli, di Ascoli Bene Comune, la questione è soprattutto politica.

Gregorio Cappelli
«Il punto non è la singola rissa – afferma Cappelli –. Ci sono problemi che conosciamo da anni e che non hanno trovato una soluzione, mentre altri hanno assunto dimensioni nuove. Di fronte a ogni criticità, però, la risposta continua ad arrivare quando il problema è già esploso: un provvedimento, un’ordinanza, un regolamento, spesso neanche pienamente attuati. Si interviene sull’emergenza invece di governare i processi che la generano».
«Questo approccio finisce per trasformare l’emergenza in una modalità ordinaria di amministrazione – continua-. Governare significa leggere i cambiamenti, individuare le difficoltà e intervenire per tempo, con politiche capaci di produrre effetti duraturi».
Per Cappelli, il centro storico rende evidente la necessità di un approccio diverso.
«Sicurezza, commercio, degrado e decoro sono aspetti strettamente collegati – afferma il consigliere di opposizione– . Un centro storico vivo ha bisogno di attività economiche, opportunità per i giovani, cultura e spazi pubblici curati, ma anche di un efficace presidio del territorio, di controlli sulla vendita e sul consumo di alcolici e, soprattutto, di una forte azione di contrasto alla diffusione delle droghe: una piaga che oggi, seppure con modalità meno evidenti rispetto a qualche decennio fa, continua a essere presente in maniera silenziosa e capillare. Non bastano interventi isolati: serve una politica capace di tenere insieme tutti questi elementi».
«Dopo trent’anni di governo – conclude Cappelli – non è più sufficiente affidarsi alla prossima ordinanza o al prossimo provvedimento. I risultati sono ciò con cui un’amministrazione deve confrontarsi. Se alcune criticità restano irrisolte e altre si sono aggravate, è necessario cambiare. Ascoli ha bisogno di una direzione chiara e di una capacità amministrativa all’altezza dei problemi che deve affrontare»














