Nuove scoperte artistiche emergono dal cantiere di restauro della chiesa di Sant’Angelo Magno. Durante i lavori sono infatti affiorati alcuni affreschi finora nascosti su una colonna, dopo la rimozione del basamento. Una scoperta che ha portato alla sospensione di alcune lavorazioni e alla necessità di coinvolgere la Soprintendenza per gli opportuni approfondimenti.

 

La chiesa di Sant’Angelo Magno

Secondo quanto emerso, sulla colonna – in passato scalpellata e successivamente ricoperta, come spesso avveniva nei secoli scorsi – sono comparsi una scritta e un’immagine femminile che potrebbe essere riconducibile alla Madonna. La natura e la datazione dei dipinti sono però ancora da accertare.

Per consentire la redazione della perizia di variante e della relazione tecnica predisposta dal Rup, l’architetto Silvia Giacomini, il Comune ha concesso alla ditta esecutrice una proroga di 45 giorni. La nuova scadenza per la conclusione dell’intervento è fissata al 16 novembre 2026.

La scoperta assume particolare interesse anche alla luce delle altre testimonianze pittoriche conservate nella chiesa.

Nella parte alta dell’edificio, nascosto sopra la volta settecentesca, si trova infatti un prezioso ciclo di affreschi romanico-bizantini, tra le volte di costruzione e l’antico tetto a capriate. Sono testimonianze di grande valore della fase medievale della chiesa, oggi non fruibili a causa delle condizioni della volta, ma ancora presenti nella struttura dell’edificio.

«Altre volte ci è capitato di trovare piccole parti di affreschi, limitati per ad aree ridotte – spiega Giacomini – ma questa scoperta merita maggiori approfondimenti e conferma ancora una volta l’importanza storica e artistica della chiesa».

Per consentire gli approfondimenti sul ritrovamento e l’adeguamento della perizia di variante, il Comune ha concesso all’impresa esecutrice una proroga di 45 giorni. La conclusione dei lavori, inizialmente prevista per il 2 ottobre, è stata fissata al 16 novembre 2026.

Sant’Angelo Magno, nel rione della Piazzarola, è uno degli edifici religiosi più antichi di Ascoli. Le sue origini sono legate al periodo longobardo, mentre nei secoli la chiesa ha conosciuto trasformazioni romaniche e barocche. Gravemente danneggiata dal sisma del 2016, è oggi interessata da un intervento di recupero finanziato dal Ministero della Cultura con 2 milioni di euro.

Il nuovo ritrovamento si inserisce così in una storia già ricca di stratificazioni: un altro frammento di un patrimonio che, dai dipinti nascosti sopra la volta agli affreschi appena riaffiorati, continua a restituire testimonianze della lunga storia di Sant’Angelo Magno.

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