Le parole di Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio
Portare il mondo nelle Marche per aiutare le imprese marchigiane a conquistare nuovi mercati. È questa, in sintesi, la sfida lanciata da “Open Marche”, la giornata B2B promossa dalla Camera di Commercio delle Marche e ospitata all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. Un appuntamento che ha messo attorno allo stesso tavolo circa 80 imprese regionali e i rappresentanti di 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero, trasformando per un giorno il territorio piceno in una vera e propria piattaforma internazionale.

Pozza, Sabatini e Morganti

Non un semplice momento di incontro, ma un’occasione concreta per costruire relazioni commerciali. Le aziende hanno potuto scegliere fino a cinque mercati di interesse e incontrare individualmente gli operatori delle Camere estere, con appuntamenti dedicati alla ricerca di partner, alla conoscenza dei canali distributivi e alla verifica delle condizioni di accesso ai diversi Paesi.
Il messaggio emerso dalla giornata è chiaro: per le imprese marchigiane l’internazionalizzazione non è più soltanto una possibilità, ma una necessità strategica in uno scenario economico nel quale cambiano rapidamente consumi, regole, costi e opportunità.
A sottolineare la forte partecipazione delle imprese è stato il presidente della Camera di Commercio delle Marche e vicepresidente di Unioncamere, Gino Sabatini.
«Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali», ha evidenziato Sabatini, spiegando il valore della rete portata nelle Marche attraverso le Camere italiane all’estero: una rete in grado di conoscere direttamente «territori, regole e abitudini di acquisto» dei Paesi verso i quali le aziende intendono indirizzare il proprio business.

Un momento di “Open Marche”

E proprio qui si concentra uno dei punti più importanti dell’iniziativa. In un’economia caratterizzata da continui cambiamenti e da una crescente instabilità, non basta essere presenti all’estero: occorre distribuire il rischio e cercare nuovi sbocchi.
«I mercati cambiano in fretta – ha sottolineato Sabatini – diversificare è sempre più una condizione per restare competitivi».
Il presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento alla segretaria generale della Camera di Commercio delle Marche, Deborah Giraldi, per l’organizzazione e la gestione dell’evento.
Di particolare rilievo anche l’intervento di Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, che ha ricordato come le Camere di Commercio Italiane all’Estero siano tornate nelle Marche dopo la Convention mondiale del 2023, con l’obiettivo di consolidare il rapporto con un territorio «dinamico e assai orientato all’export».
Pozza ha posto l’accento sul ruolo delle piccole e medie imprese, vera ossatura del sistema produttivo italiano.
«La forza dell’Italia è data dalle sue piccole e medie imprese», ha affermato, indicando nel lavoro delle Camere italiane all’estero uno strumento per rendere i mercati internazionali più comprensibili e accessibili.
Un compito particolarmente importante in una fase nella quale gli scenari internazionali sono sempre più difficili da leggere. Per Pozza, l’obiettivo è mettere nelle condizioni di esportare anche quelle aziende che possiedono un prodotto valido, competenze e la volontà di investire nel proprio futuro, accompagnandole nella conoscenza dei mercati e nella costruzione di relazioni affidabili.
Per il territorio che ha ospitato l’iniziativa, Open Marche rappresenta anche un’occasione di visibilità e di apertura verso nuove prospettive.
Il sindaco di Colli del Tronto, Luca Morganti, intervenuto al termine della mattinata di incontri, ha espresso soddisfazione per il ritorno del territorio al centro di relazioni economiche e commerciali di livello internazionale.
Il primo cittadino ha ringraziato il sistema camerale marchigiano e le Camere italiane all’estero, sottolineando il valore dell’appuntamento e affidando alla giornata un auspicio preciso: «Che da questa giornata possano svilupparsi nuove iniziative imprenditoriali».
Un auspicio che va oltre il singolo evento e guarda alla capacità del territorio di trasformare gli incontri in investimenti, partnership e nuovi progetti.
A dare concretezza alla discussione sono anche i dati sull’interscambio tra le Marche e i Paesi rappresentati a Colli del Tronto, elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio delle Marche su fonte Istat.
La Francia si conferma il principale mercato europeo per l’economia regionale, con 1,37 miliardi di euro di export nel 2025 e una crescita del 12,8% nel primo semestre 2026. In Spagna, dove l’export marchigiano aveva raggiunto 789 milioni nel 2025, la crescita nei primi sei mesi dell’anno è dell’8,4%, sostenuta in particolare dai macchinari, aumentati del 30%.
Anche il Regno Unito, con 536 milioni di export, rappresenta un mercato significativo, mentre la Polonia raggiunge i 569 milioni. Più complesso il quadro della Turchia, che vale 280 milioni ma registra un calo dell’export del 14% nel primo semestre 2026.
Dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più importanti per le imprese marchigiane: 956 milioni di euro nel 2025, con macchinari e moda ai primi posti, e una crescita particolarmente marcata nel primo semestre 2026. Positivo anche il Canada, che raggiunge 102 milioni e cresce del 20,4%.
Interessanti anche le prospettive sul fronte asiatico. La Cina vale 296 milioni di euro, con farmaceutico e moda ai vertici, e registra una crescita dell’export marchigiano del 9,5% nel primo semestre 2026. Il Giappone raggiunge 101 milioni, mentre il Vietnam, pur partendo da valori più contenuti, mostra una crescita del 62,6%, arrivando a 19 milioni.
Numeri che indicano come, accanto ai mercati tradizionali, possano aprirsi spazi importanti in economie in crescita.
E proprio la capacità di guardare oltre i mercati consolidati rappresenta una delle chiavi di lettura di Open Marche. L’Australia, ad esempio, vale 114 milioni di euro e cresce del 21,2%, mentre il Sudafrica, con 33 milioni, registra un aumento del 19,7%. È forse questo il significato più concreto della giornata di Colli del Tronto: trasformare l’export da una voce statistica in una rete di relazioni e opportunità reali.
Per le piccole e medie imprese, infatti, entrare in un nuovo mercato significa affrontare regole, culture commerciali, sistemi distributivi e interlocutori spesso molto diversi. Avere accanto una rete che conosce quei territori può fare la differenza.
Open Marche prova dunque a colmare proprio questa distanza: avvicinare le imprese ai mercati, favorire incontri diretti e creare le condizioni perché una stretta di mano possa diventare un contratto, una partnership o un nuovo investimento.
L’iniziativa è stata realizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali Tecne, Linea e Linfa e con Assocamerestero. E il messaggio che arriva da Colli del Tronto è quello di una regione che, pur consapevole delle difficoltà dello scenario internazionale, non intende arretrare: guardare oltre i confini per rafforzare il proprio sistema produttivo e costruire nuove occasioni di crescita.
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