Sulla riqualificazione di Piazza Montebello intervengono le severe perplessità di Luigi Cava, membro del coordinamento comunale e provinciale di Fratelli d’Italia:  partito di maggioranza a sostegno dell’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Mozzoni. Cava pone l’accento sulla scelta di installare 16 vele fisse in tessuto Soltis a copertura della piazza, sollevando dubbi cruciali sulla loro reale capacità di resistenza di fronte a eventi meteorologici estremi.

 

Nello specifico, l’esponente di Fratelli d’Italia richiama alla memoria quanto accaduto il 21 luglio scorso, quando la città è stata colpita da una violentissima grandinata con chicchi di diametro compreso tra i 5 e gli 8 centimetri e da raffiche di vento capaci di abbattere perfino la recinzione del cantiere. Se le 16 vele fossero state già installate e aperte in quell’occasione, avrebbero subito sollecitazioni estremamente severe su teli, cuciture, cavi, pennoni e punti di ancoraggio, con un concreto rischio di lacerazioni, danni rilevanti o cedimenti. Trattandosi peraltro di strutture fisse e non ammainabili, risulterebbe impossibile adottare qualsiasi misura preventiva in presenza di un’allerta meteo.

 

Il progetto della nuova piazza Montebello vista da via La Spezia

Per queste ragioni, muovendosi in uno spirito puramente collaborativo e costruttivo, Cava invita ufficialmente il sindaco Mozzoni e il presidente della Commissione Lavori Pubblici ad attivare tutte le verifiche necessarie prima del montaggio definitivo. La richiesta è quella di richiedere una perizia preventiva firmata da un tecnico abilitato che asseveri con assoluta certezza, e con piena assunzione di responsabilità, la resistenza dell’intero sistema anche a scenari meteorologici eccezionali come quello di luglio, tutelando così la pubblica incolumità e il patrimonio pubblico.

 

Le preoccupazioni espresse da Luigi Cava si inseriscono in un contesto di cantiere già particolarmente complesso e travagliato. La riqualificazione della piazza, varata originariamente dalla precedente amministrazione Spazzafumo, si trova oggi a dover gestire severe complicazioni emerse nel sottosuolo. Come evidenziato in una recente determinazione del dirigente dell’area Lavori Pubblici, Giuseppe Coccia, durante le operazioni di scavo sono affiorate diverse “sorprese geologiche”, tra cui residui di vecchi manufatti e interferenze con le condotte fognarie.

 

Per affrontare queste criticità e garantire una costante vigilanza tecnica sulle lavorazioni, il Comune è dovuto correre ai ripari affidando un incarico supplementare per la Direzione operativa, la contabilità e l’ispezione di cantiere allo studio “Archimedia” degli architetti Marco Bollettini e Americo Traini — gli stessi che avevano curato la progettazione nel 2023 — per un importo di 29.182,40 euro comprensivo di oneri e Iva.

 

L’intera opera, affidata al raggruppamento temporaneo d’imprese “Italia 2000” di Quarto e consegnata a fine marzo, ha un valore complessivo di 1,7 milioni di euro a carico del bilancio comunale, a cui si sommano circa 150 mila euro finanziati dalla Ciip per la revisione dei sottoservizi. L’intervento non riguarda soltanto l’area dell’ex mercato ittico e ortofrutticolo, ma si estende anche a via Palermo, dalla scalinata della stazione fino all’incrocio con via Legnago.

 

Sebbene la cartellonistica d’inizio lavori riporti come data di ultimazione il 26 dicembre 2026, la presenza della clausola “Salvo imprevisti” — unitamente agli ostacoli emersi nel sottosuolo — rende ormai inevitabile lo slittamento della conclusione del cantiere al 2027. Nel frattempo, la situazione per le attività commerciali della zona sta diventando insostenibile a causa del prolungato impatto degli scavi, mentre continua a far discutere l’ipotesi di una totale pedonalizzazione della piazza, una prospettiva che trova forti resistenze tra diversi residenti e negozianti del quartiere.

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