Gran Pavese, grandi polemiche. Probabilmente, mai come nell’edizione 2026 della civica benemerenza si erano registrate tante critiche, prima, durante e dopo la cerimonia di assegnazione. Questo momento simbolico si è svolto nella mattinata di sabato 10 ottobre nella sala consiliare.

 

E proprio lì, durante la consegna del premio a Lidia Pignati, i consiglieri comunali Aurora Bottiglieri e Fabrizio Leone hanno esposto un cartello con la scritta “Lidia sei l’unica!!!”. Così la minoranza di centrosinistra ha espresso plasticamente le proprie rimostranze per la scarsità di rappresentanti femminili (una su sei) nel novero dei premiati. Ma non finisce qui. A rincarare la dose è stato l’intervento sui social dell’ex sindaco Giovanni Gaspari, membro di diritto – come tutti gli ex sindaci – della commissione chiamata a individuare le persone meritevoli del riconoscimento.

 

Il cartello esposto dai consiglieri Leone e Bottiglieri

«Ieri ho fatto un post per dissociarmi dalla scelta di alcuni che hanno ricevuto il Gran Pavese», ha scritto Gaspari nella giornata di oggi, domenica 11 ottobre, criticando aspramente uno dei premiati, senza però mai citarne il nome. Secondo quanto riferito dall’ex primo cittadino, proprio ieri – giorno della premiazione – uno dei premiati avrebbe pubblicato sui social un post dai contenuti «vergognosi, offensivi, sessisti, poi prontamente cancellato». Un post capace di rafforzare ancor di più Gaspari nelle sue convinzioni negative.

 

«Siccome ho voluto partecipare a una riunione della commissione (consultiva) – afferma ancora l’ex sindaco – di questo passo mi troverò costretto a chiedere la pubblicazione dei verbali. Non voglio essere associato a chi ha proposto certi personaggi, affinché possa conoscersi chi ha proposto chi».

 

Come accennato all’inizio, il fuoco delle polemiche divampa già dalla fine di settembre, ossia da quando sono stati ufficialmente svelati i nomi dei vincitori. «Il Gran Pavese Rossoblù nasce con uno scopo nobile – aveva scritto sulla propria pagina Facebook, lo scorso 30 settembre, l’ex consigliera comunale Luciana Barlocci –: esprimere la gratitudine di tutta la cittadinanza a chi si spende davvero per la nostra comunità, nel sociale, nello sport, nel commercio o nella cultura. Guardando le ultime scelte, però, si ha l’impressione che questo premio stia smarrendo la sua natura originale e sia diventato una passerella a uso e consumo di chi si trova al governo della città».

 

«La commissione aggiudicatrice – prosegue l’intervento dell’ex consigliera – è per regolamento politica, composta dal sindaco, dai capigruppo e dagli ex sindaci, ma è evidente che questa volta si è decisamente presa la mano. Continuando così si finisce solo per svalutare e deprezzare un riconoscimento che appartiene alla storia di tutti i sambenedettesi. PS. Ci sono storie di umanità eccezionali che la stragrande maggioranza non conosce. Agli eroi “invisibili”, che non hanno amici e parenti influenti e politici, andrebbe rivolto lo sguardo».

 

Molto critico anche il consigliere comunale Paolo Canducci, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra: «Credo ormai che vada rivisto il meccanismo di selezione e premiazione – ha scritto su Facebook sempre lo scorso 30 settembre – ormai si ha sempre più l’impressione che vengano premiati gli amici di chi è al governo della città in quel momento storico e questo di fatto svaluta il riconoscimento. Una proposta potrebbe essere quella di assegnare il Gran Pavese ogni 3 anni e non ogni anno, la scelta dei premiati potrebbe essere affidata a una commissione di esperti nei vari campi che hanno 3 anni per individuare i meritevoli, infine la loro proposta dovrà essere votata dal Consiglio con maggioranza qualificata».

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