Le interviste a Romano, Faraotti e Viscione

 

Imprese, investimenti e territorio. In questa interazione c’è la chiave di volta dell’incontro che ha avuto luogo stamattina presso la Bottega del Terzo Settore, organizzato dall’Arengo con il sostegno del Piceno Consind, inteso ad individuare nuove opportunità di sviluppo e di crescita per il Piceno. L’incontro ha focalizzato il ruolo della Zona Economica Speciale (Zes Unica) in relazione al cratere sismico e alle aree industriali delle Marche, rappresentando uno degli snodi strategici più rilevanti per il futuro economico del territorio.

I relatori dell’incontro

 

È attorno a questo perimetro di incentivi, agevolazioni fiscali e snellimento burocratico che si è articolato l’incontro, destinato a tracciare la rotta per l’attrazione di nuovi capitali e il rafforzamento delle filiere locali. Ad aprire l’appuntamento è stato il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, che ha sottolineato come la combinazione tra rigenerazione urbana, infrastrutture ed attrattività fiscale sia la vera chiave per trasformare la posizione geografica e industriale di Ascoli da area periferica a hub d’eccellenza per la produzione e l’innovazione.

 

Molti gli ospiti presenti all’evento, per sottolineare l’importanza della Zona Economica Speciale, istituita dal 1° gennaio 2024 e, mediante la legge 18 novembre 2025, estesa alle regioni Marche e Umbria, in grado di rendere più rapidi e semplici gli investimenti delle imprese, prevedendo procedure autorizzative accelerate e, nelle aree individuate, agevolazioni tributarie. Il presidente provinciale Fabio Salvi ha affermato che «sia necessario lavorare, comprendere e ricevere informazioni da trasmettere agli imprenditori, al tessuto socioeconomico e a tutte le realtà con voglia di agire».

 

In collegamento, il commissario straordinario per il sisma Guido Castelli ha sottolineato come la Zes rappresenti un quadro di opportunità che comprende NextAppennino, il Fondo per il contrasto alla deindustrializzazione e le altre misure nazionali a sostegno degli investimenti. «Si tratta di strumenti che, nel rispetto delle rispettive regole di cumulabilità, possono dare forza ai progetti delle imprese», ha detto Castelli, rivolgendosi agli imprenditori affinché colgano una simile occasione, investendo nelle potenzialità dei nostri territori. «Accanto agli incentivi, la grande sfida è quella della semplificazione: chi vuole fare impresa ha bisogno di tempi certi, procedure chiare e decisioni prevedibili», ha aggiunto, certo che la qualità dell’azione amministrativa sia decisiva per trasformare un progetto in un investimento concreto.

Fabio Salvi

 

Entusiasta e propositivo è apparso anche il presidente del Consind, Francesco Viscione, convinto che il Consid sia importante in questa fase, finalizzata a far conoscere la Zes e far aderire altri investitori, così come l’assessore al Bilancio della Regione, Francesca Pantaloni, intenta a spiegare che la Regione, con il suo presidente Acquaroli, lavorato tanto per ottenere un risultato che, oltre alla Zes, comprende la promozione di altre misure che, unite a un piano razionale, rendono questo un momento epocale per il Piceno. In collegamento anche il presidente di UnionCamere Andrea Prete e il presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini, che hanno ricordato come questo modello sia desiderato anche nel resto del Paese, tanto che la stessa presidente Meloni si è espressa sull’estensione a tutto il territorio.

 

«È una grande opportunità per attirare nuove imprese in un territorio che ne ha bisogno, uno strumento che permette alla nostra area di crescere, innovare e affrontare le sfide attuali, come la transizione ecologica e i nuovi investimenti negli impianti», ha affermato la presidente di Confindustria Roberta Faraotti, sottolineando che il nostro territorio ha accolto richieste importanti, con circa 17 milioni e mezzo di investimenti ipotetici da confermare. «La risposta delle aziende è stata significativa, sono molte aziende coinvolte; vedremo se rientrano tutti nella capienza complessiva», ha ribadito l’imprenditrice, nel suo intervento seguita dal commissario della struttura Zes unica Giosy Romano, il quale ha evidenziato che la semplificazione burocratica della zona economica speciale rappresenti la principale infrastruttura immateriale di cui il Paese abbia mai beneficiato.

 

«Per un imprenditore, avere la certezza di presentare un’istanza tramite uno sportello digitale, senza dover conoscere l’interlocutore, e ricevere un titolo che consente di avviare l’attività entro 60 giorni, è una vera rivoluzione», ha ricordato Romano al pubblico presente all’appuntamento presso la Bottega del Terzo Settore, conclusosi con la certezza che la Zes sia un vero e proprio piano industriale per il territorio.

 

Sfruttare appieno la convergenza tra credito d’imposta, autorizzazioni semplificate, fondi di ricostruzione ed efficienza consortile costituisce l’opportunità irripetibile per proiettare il tessuto economico del Piceno nelle catene globali di valore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA