
Dalla Riviera delle Palme a New York. Un nome che, partito qualche anno fa dal Piceno, si sta facendo strada nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. È quello di Katia Minervini, artista sanbenedettese, le cui opere sono esposte in una galleria d’arte a Chelsea, uno dei quartieri più importanti di New York nonché un simbolo dell’arte contemporanea americana.
Un traguardo raggiunto a poca distanza da un’altra prestigiosa esperienza nella Grande Mela: Katia è stata infatti l’unica artista italiana selezionata per un’Artist Residency al World Trade Center 3 di New York, un programma di residenza artistica che le ha offerto l’opportunità di lavorare, da fine aprile a metà luglio, sullo studio, sulla ricerca, sulla sperimentazione e la produzione di nuove opere, destinate proprio al World Trade Center. Progettato dall’architetto Richard Rogers e inaugurato nel 2018, il World Trade Center è un grattacielo di 80 piani facente parte del complesso del Lower Manhattan, uno dei luoghi più iconici della città americana.
«Attualmente mi trovo in Italia dove sto organizzando una mostra personale a Roma in programma tra novembre e dicembre – spiega – . Tra maggio e giugno ce ne sarà un’altra, sempre a Roma, alla Vaccheria, nel cuore dell’Eur. In programma un’altra esposizione a Sofia prima di tornare a New York».
Per Katia Minervini, l’esperienza newyorkese rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che ormai da diversi anni ha assunto una dimensione internazionale. Le sue opere sono state esposte in numerose città italiane come Capri, Milano, Roma, Torino e Venezia ma sono arrivate anche a Bratislava, Berlino, Dubai, Lisbona e a Londra. Nel 2017 è stata selezionata tra i cinque artisti al mondo al Global Art Award di Dubai mentre nel 2023 è stata scelta tra i dieci artisti italiani per il Florida International Trade and Cultural Expo. Alcune sue opere fanno parte della collezione permanente dell’Università di Nitra, in Slovacchia e hanno partecipato ad aste internazionali da Bertolami Fine Art.
Nonostante la sua dimensione internazionale della sua carriera, resta forte il legame con le sue origini: portano infatti la sua firma alcune opere di arte pubblica presenti a San Benedetto del Tronto, come la decorazione della rotonda di Piazza dei Bambini del Mondo, gli interventi artistici nelle aree esterne del palazzo del comune e il murale “Reborn” realizzato in occasione del Festival dell’Arte sul Mare.















