Festa per don Memè (Foto Stipa-Gabrielli)

 

Festa grande a Poggio di Bretta per il venticinquennale di sacerdozio del parroco africano don Bien-Aime Rakotonjanahary, più semplicemente don Memè, come lo chiamano tutti i suoi parrocchiani. La popolosa frazione di Ascoli può essere considerata la terra di adozione per questo giovane prete venuto dal Madagascar.

don Memè (Foto Stipa-Gabrielli)

 

Nato, infatti, nel 1972 fra i baobab di Morondava, sulla costa occidentale della grande isola dell’Oceano Indiano, e vissuto poi a Diego Suarez, nella parte più settentrionale del Madagascar, Bien-Aime aveva qui scoperto la sua vocazione nella parrocchia di un prete italiano, don Paolo. Dopo il servizio militare era stato insegnante, catechista e corista nella piccola comunità per disabili gestita dalle suore, per completare poi i suoi studi in Teologia, fra Roma, Perugia e Como, nell’Opera Don Guanella.

 

Consacrato sacerdote il 13 ottobre 2001 dal vescovo Montevecchi, era stato subito incardinato nella diocesi di Ascoli e destinato, come vice dell’anziano parroco don Giulio Balestra nella parrocchia di San Giovanni Battista a Poggio di Bretta appunto. È qui che, il giorno successivo, domenica 14 ottobre 2001, celebra la sua prima santa Messa.

 

«Don Giulio – ricorda don Memè – soleva ripetere spesso che grazie a me aveva scoperto la bellissima sensazione di essere padre. In effetti il calore di quella accoglienza, suo e dell’intera comunità poggese, verso di me, è stato veramente straordinario».

 

Due anni dopo arriva per don Bien-Aime la nomina a parroco di Arquata del Tronto. In realtà deve dividersi poi anche con le frazioni montane del circondario, di Trisungo, Faete, Vezzano, Capodirigo, Peracchia e Borgo. Nel 2011 il trasferimento alla parrocchia di Maria Santissima Assunta a Spinetoli dove resta per sette anni prima della nuova destinazione, alla guida della parrocchia di San Marco a Caselle di Maltignano. Nel 2022 il ritorno a Poggio di Bretta, dove è rimasto sempre molto benvoluto dalla comunità locale.

ll giorno dell’ordinazione

 

«Manco dalla mia terra – ci dice Don Memè – da sei anni. Lì ho ancora mia madre, si chiama Juliette Kasiliamo, e quattro fra fratelli e sorelle. Uno sta in Francia, a Tolosa, mentre un’altra delle mie sorelle vive in Belgio. La mia anziana madre mi esorta spesso di tornare a trovarla, senza aspettare che debba farlo in occasione del suo funerale».

 

Domenica, dopo la santa Messa delle 11, come detto, la festa della comunità poggese per il venticinquesimo anniversario del suo sacerdozio nei locali parrocchiali. Auguri anche dalla redazione di Cronache Picene.   

 

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