«Quello che è stato fatto qui, nel Centro Italia, in termini di misure di prevenzione e di contrasto alle infiltrazioni, non è stato fatto in nessun altro cantiere».

Il ministro Musumeci ad Arquata
È uno dei passaggi più significativi dell’intervento del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, oggi ad Arquata del Tronto, dove ha partecipato all’iniziativa “Centro Italia 2016-2026: il cammino della ricostruzione”, ospitata nella palestra della scuola «Specchio del Tempo», nella frazione Borgo.
Un’occasione per fare il punto sul percorso compiuto a dieci anni dal terremoto, ma anche per affrontare un tema di stretta attualità: l’inchiesta giudiziaria che nelle ultime settimane ha interessato la ricostruzione post-sisma nelle Marche.
Musumeci ha rivendicato il lavoro svolto sul fronte della prevenzione e dei controlli, sottolineando come molte delle misure adottate siano state introdotte anche su richiesta del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. «Spesso con la stessa richiesta del commissario Castelli», ha precisato.
Il ministro ha poi espresso apprezzamento per il lavoro della magistratura, distinguendo nettamente le indagini dalle possibili strumentalizzazioni politiche della vicenda. «Se ci sono mele marce, è bene che vengano eliminate e ringraziamo la magistratura per avere finalmente voluto accendere un riflettore. Non ci fanno paura le indagini, ci fanno paura le speculazioni politiche».

La tavola rotonda
Un passaggio nel quale Musumeci ha voluto ribadire la fiducia nell’operato complessivo della struttura della ricostruzione: «Sappia chi deve sapere che qui non temiamo contaminazione».
Nel suo intervento il ministro ha quindi allargato lo sguardo alla portata dell’opera di ricostruzione, definendola un’impresa epocale e sottolineandone la dimensione collettiva. «Possiamo anche commettere errori, ma siamo consapevoli di poter guardare tutti negli occhi. La ricostruzione è un’impresa epocale alla quale ognuno offre il proprio impegno con le proprie disponibilità, a seconda del proprio temperamento. Deve essere considerata un’esperienza corale, l’esperienza di tutti».
Infine, rivolgendosi direttamente a Guido Castelli, Musumeci gli ha riconosciuto il ruolo di rappresentanza in questa fase complessa, esprimendo fiducia nel completamento del percorso: «Sono convinto riuscirai a portare a termine l’impresa epocale di riconsegnare speranza e certezza a migliaia di persone che a causa del terremoto l’hanno persa».














